Servizi personalizzati per facilitare l’adozione di soluzioni green e digitali e un co-finanziamento fino a 50.000 euro in questo progetto di Horizon Europe
Accompagnare le piccole e medie imprese europee nel percorso verso la sostenibilità e la tecnologia. È l’ambizione di MANTRA, il progetto finanziato dalla Commissione europea attraverso il programma Horizon Europe (Grant Agreement n. 101178023). Al centro dell’azione c’è il supporto alle PMI del settore manifatturiero e quelle tecnologicamente avanzate lungo il processo di trasformazione e sviluppo verso modelli produttivi più innovativi, circolari e digitalizzati.
A promuovere l’iniziativa è un consorzio di otto partner provenienti da sette Paesi europei, attivi in ambiti che spaziano dall’ingegneria alla consulenza strategica, dalla ricerca industriale al trasferimento tecnologico (vedi box).
Alla base del funzionamento di MANTRA c’è la sua piattaforma digitale, concepita come uno spazio di incontro e co-progettazione tra PMI tradizionali, fornitori di tecnologie, consulenti e attori dell’innovazione a livello europeo. Il sistema guida le imprese candidate lungo un percorso strutturato che comincia da un processo di autovalutazione delle competenze digitali e delle pratiche ambientali, per poi attivare servizi di matchmaking, laboratori di co-creazione, mentoring e finanziamenti per la realizzazione di progetti pilota.
L’obiettivo è sostenere innanzitutto le aziende che operano in comparti a bassa intensità tecnologica e che faticano a rinnovare i propri modelli produttivi. E poi favorire la crescita di PMI innovative che sviluppano o commercializzano soluzioni ad alto contenuto tecnologico in settori chiave come robotica, fotonica, intelligenza artificiale, blockchain, nanotecnologie, mobilità sostenibile.
Supporto economico per progetti ad alto impatto
MANTRA mette a disposizione servizi personalizzati per facilitare l’adozione di soluzioni green e digitali. Tra questi ci sono attività di prototipazione, test di concetto, trasferimento tecnologico, design dei processi pilota, strategia di innovazione, modelli di business circolari, valutazioni LCA e carbon footprint, analisi energetiche e diritti di proprietà intellettuale. L’erogazione dei servizi può essere co-finanziata fino a un massimo di 50.000 euro per impresa attraverso un sistema di Open Calls.
Il primo bando, aperto il 15 giugno e in chiusura il 15 settembre 2025, selezionerà fino a 25 PMI europee in possesso del potenziale per ottenere impatti in termini ambientali, economici e sociali. Tra i criteri di valutazione rientrano la capacità di ridurre i rifiuti generati (almeno del 30%), abbattere le emissioni climalteranti, risparmiare energia primaria, aumentare il tasso di riciclo dei materiali, ma anche l’impegno nel creare nuovi posti di lavoro, percorsi di formazione interna e investimenti sostenibili nel medio periodo.
Oltre alla componente tecnologica e finanziaria, MANTRA punta sulla dimensione comunitaria e sul valore della condivisione di esperienze. La piattaforma ospita una community europea interconnessa per stimolare il dialogo tra aziende con bisogni simili, fornitori di soluzioni, centri di innovazione digitale (DIH), startup, ATI Centers e cluster industriali. Al suo interno è possibile partecipare a laboratori di co-creazione, accedere a casi studio, beneficiare di mentoring individuale così come condividere buone prassi, storie di successo e strumenti replicabili.
Come candidarsi
Per candidarsi al programma, le imprese interessate devono accedere alla piattaforma ufficiale del progetto, registrarsi e compilare il modulo di richiesta entro la scadenza del 15 settembre 2025. Una volta completata la registrazione, le PMI accedono a un’interfaccia che le guida attraverso la compilazione del modulo di candidatura. In questa fase iniziale è prevista la compilazione di un self-assessment, strumento di autovalutazione per mappare i punti di forza e le aree critiche dell’impresa in relazione a digitalizzazione, sostenibilità e capacità di innovazione.
In seguito l’impresa è chiamata a elaborare una proposta progettuale sintetica con la descrizione degli obiettivi da raggiungere, le sfide operative affrontate, le tecnologie che intende adottare – ad esempio intelligenza artificiale, robotica, blockchain, nanotecnologie, fotonica, realtà aumentata -, e l’impiego dei fondi richiesti. Il modulo può essere salvato e completato in più sessioni, ma una volta inviato non è più modificabile.
La selezione è basata su criteri di impatto, qualità della proposta e potenzialità di implementazione per sostenere i progetti più promettenti sotto il profilo ambientale, digitale e sociale.
Chi può partecipare
La partecipazione è riservata alle imprese che soddisfano i criteri di ammissibilità stabiliti a livello comunitario. Possono candidarsi le PMI così come definite dalla normativa europea con sede legale in uno Stato membro dell’Unione europea o in un Paese associato a Horizon Europe. Dopodiché devono essere operanti in uno dei settori industriali previsti dal progetto, tra cui la fabbricazione di macchinari e apparecchiature (C28), apparecchiature elettriche (C27), prodotti informatici ed elettronici (C26), metalli di base (C24), alimentare (C10), tessile (C13), abbigliamento (C14), gomma e materie plastiche (C22) e altri ambiti manifatturieri.

Dal punto di vista procedurale, le imprese interessate sono chiamate a presentare la candidatura in lingua inglese, corredata da documentazione tecnica e amministrativa coerente con il progetto proposto.
Il bando prevede la selezione di un massimo di 25 imprese per questa prima fase che si concluderà con la chiusura delle candidature. La fase di valutazione si svolgerà tra ottobre e novembre, seguita dalla notifica dei risultati e dalla firma degli accordi di sovvenzione nel mese di dicembre. L’iter per i progetti vincitori sarà avviato a gennaio 2026.
Come verranno selezionate le imprese
La valutazione dei progetti sarà condotta secondo un sistema di punteggio che prende in considerazione cinque aree: esecuzione del progetto e supporto richiesto a MANTRA, approccio digitale, approccio al business, approccio ambientale e approccio sociale. Ogni area può ottenere un punteggio da 1 a 5, con la possibilità di acquisire punti bonus per aspetti quali l’innovazione della proposta, la maturità del percorso, la qualità della documentazione e il rispetto delle pari opportunità, con attenzione alla rappresentanza di genere.
Ma è sul piano degli impatti ambientali e socio-economici che si gioca la partita. Ogni progetto deve dimostrare, anche in forma previsionale, la possibilità di ottenere risultati come la riduzione dei rifiuti generati, il taglio alle emissioni, la diminuzione nell’uso di materie prime, il risparmio di energia primaria, l’aumento nei tassi di riciclo, nuovi posti di lavoro, l’attivazione di corsi di formazione o attività di aggiornamento professionale
PMI e sostenibilità, a che punto siamo
In un’Europa che spinge verso la doppia transizione green e digitale, le piccole e medie imprese manifatturiere si trovano a ricoprire il doppio ruolo di protagoniste potenziali e soggetti vulnerabili. In questo contesto, a tracciare una mappa dei bisogni e delle pratiche in ambito di sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica è stato lo stesso progetto MANTRA.
La survey è ancora aperta (https://app.mantra-project.eu/application-definition/366) per favorire l’adesione di un numero crescente di PMI operanti nei settori della meccanica, alimentare, tessile, plastica, ceramica e metallurgia. Si punta a raccogliere dati qualificati sulle modalità con cui le imprese stanno affrontando le transizioni verso la sostenibilità, la digitalizzazione e l’innovazione. I risultati saranno la base per indirizzare in modo più mirato le politiche pubbliche e i programmi di sostegno al comparto manifatturiero.
Barriere e bisogni emergenti nella doppia transizione
L’indagine, a oggi, rivela che la sostenibilità è diventata un orizzonte operativo concreto con cui molte imprese cercano di integrare. Ma proprio in questo tentativo si aprono le prime fratture. Le barriere più citate dalle PMI nel cammino verso una maggiore circolarità e responsabilità ambientale sono di natura economica, culturale e infrastrutturale.
Al primo posto ci sono i costi elevati: l’introduzione di tecnologie a basso impatto ambientale, la ristrutturazione di impianti obsoleti o la ridefinizione dei cicli produttivi richiedono risorse che molte imprese non sono sempre in grado di mobilitare senza supporto esterno. Seguono la bassa domanda del mercato che penalizza le strategie sostenibili in assenza di clienti disposti a pagare un premium price per prodotti a basso impatto, e la mancanza di competenze interne all’azienda per gestire e implementare soluzioni più green.
A queste criticità si aggiungono barriere normative e limitazioni fisiche, come la mancanza di spazi per introdurre nuove linee di produzione, impianti per il recupero dei materiali o sistemi di monitoraggio delle emissioni.
Digitalizzazione tra entusiasmo e incertezza
Il secondo grande fronte analizzato da MANTRA è quello della digitalizzazione, considerata uno snodo ineludibile per ogni processo evolutivo delle PMI. Anche qui le imprese si muovono in un equilibrio tra entusiasmo e incertezza. Le barriere identificate riguardano la difficoltà a integrare nuove tecnologie nei sistemi esistenti, seguita dai costi dell’innovazione e dalla mancanza di personale formato. A frenare il cambiamento c’è anche la resistenza al rinnovamento culturale che si manifesta nella riluttanza a modificare prassi consolidate, nell’ansia da obsolescenza o nella paura di non saper gestire tecnologie percepite come complesse e poco familiari.

Un altro elemento emerso dall’analisi riguarda la mancanza di consapevolezza strutturata: una parte delle imprese non ha mai effettuato una valutazione sistemica del proprio livello di maturità digitale ed è rimasta priva di una visione chiara sulle possibilità di crescita.
Al di là delle distinzioni tra sostenibilità ambientale e digitalizzazione, le PMI coinvolte nel progetto MANTRA esprimono una serie di bisogni trasversali. Il più ripetuto è quello di un supporto finanziario dedicato per abbattere le barriere d’ingresso all’innovazione e alla circolarità. Subito dopo le esigenze di consulenza strategica, accompagnamento operativo e accesso a infrastrutture condivise, come laboratori, impianti dimostrativi, strumenti di simulazione e ambienti di test. Infine, molte imprese dichiarano di sentirsi isolate, prive di una rete di soggetti con cui collaborare in modo strutturato.
I PARTNER DEL CONSORZIO
- Zabala Innovation Consulting (Spagna), coordinatore del progetto, con sede a Navarra
- Rina Consulting (Italia), attivo nel settore dell’ingegneria e consulenza
- Inesc Tec Instituto de Engenharia de Sistemas e Computadores, Tecnologia e Ciência (Portogallo), ente di ricerca e trasferimento tecnologico
- Babele Create Together Srl (Romania), PMI focalizzata su innovazione e creatività
- SEC‑PHO – Southern European Cluster in Photonics & Optics Association (Spagna) – Cluster europeo di fotonica e ottica
- IT Manufacturing South (Italia), nodo locale dell’EIT Manufacturing
- Greenovate! Europe (Belgio), expert network europeo in innovazione ambientale
- CETIM – Centre Technique des Industries Mécaniques (Francia), Centro tecnico meccanico di supporto alle PMI


