lunedì 24 Nov, 2025

Digital Twin Factory, la scuola che si fonde con l’Industria 4.0 

Nasce a Brescia una fabbrica didattica all’avanguardia, basata sulla pratica esperienziale e sui principi della manifattura digitale. Ne parliamo con Andrea Pasotti di CSMT

È a Brescia che prende forma un progetto ambizioso che coniuga formazione, tecnologia e visione strategica. È la Digital Twin Factory, che nasce su iniziativa di ITS Academy Machina Lonati. Non si tratta di una semplice aula didattica avanzata, ma di una replica in scala di una vera fabbrica. È progettata per offrire agli studenti un’esperienza concreta, il più reale possibile, a stretto contatto con le tecnologie più all’avanguardia del mondo manifatturiero.

L’obiettivo è chiaro. Aavvicinare i futuri tecnici e manager al funzionamento reale di una linea produttiva, mettendoli di fronte a problemi quanto più realistici possibile e dinamiche autentiche, sia dal punto di vista tecnologico che gestionale. In questo ambiente controllato ma altamente realistico, gli studenti possono confrontarsi con strumenti come la robotica industriale, i sistemi informativi per la produzione e le simulazioni digitali. Il risultato è un apprendimento che va ben oltre la teoria e mette in gioco le competenze pratiche e relazionali.

A guidare la realizzazione della Digital Twin Factory è stato Andrea Pasotti. Lui è responsabile della formazione tecnica e del trasferimento tecnologico di CSMT. Ha seguito il progetto in tutte le sue fasi, fino al collaudo finale della linea produttiva.

Come è nata l’idea della Digital Twin Factory?

Il progetto è stato sviluppato da CSMT, centro di ricerca e trasferimento tecnologico accreditato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MISE). Il progetto inoltre è attuato con parte dei fondi PNRR, con l’obiettivo di promuovere l’innovazione e integrare le nuove tecnologie nella formazione degli studenti. Altri protagonisti per la realizzazione del progetto sono stati: COMAU, SCAO, Simtech, Cloudbits Solutions. L’idea iniziale è quella di un ambiente di formazione che metta in contatto diretto gli studenti con le dinamiche quotidiane e i problemi di una vera fabbrica.

L’esperienza diretta consente di consolidare in modo più efficace i concetti teorici appresi. Calarsi nei diversi ruoli all’interno della “fabbrica” – dal progettista al direttore, dal collaboratore al collaudatore – permette agli studenti di comprenderne a fondo il funzionamento. Ma anche di affinare le capacità di problem solving e acquisire con maggiore consapevolezza le competenze pratiche legate a ciascuna funzione.  

Quali sono i pro e contro della formazione esperienziale?

Un pregio della factory è la possibilità di simulare problemi reali in un contesto sicuro e controllato. Un contesto che mette in condizione gli studenti di affrontare direttamente i problemi e gli imprevisti (questi ultimi determinati in maniera aleatoria e secondo una certa probabilità). In particolare, la gestione degli imprevisti in un contesto di formazione permette di testare diverse soluzioni senza che la fabbrica subisca i danni economici causati dagli imprevisti. La possibilità di poter testare le proprie capacità in un contesto simile ha degli effetti anche sull’ansia da prestazione degli studenti, riducendola proprio grazie alla natura pratica di questo tipo di formazione. Tuttavia, la complessità della simulazione è in funzione della tecnologia utilizzata, la quale può rappresentare un investimento economico ancora proibitivo per ogni scuola. Inoltre, come la maggior parte dei sistemi di simulazione, la fabbrica consiste per lo più in sistemi visivi. I compiti della fabbrica vengono mostrati sui device (come avviene, per esempio, per programmi come Excel), per cui l’ausilio della vista si mostra vincolante. Ciò limita l’utilizzo della fabbrica per utenti non-vedenti. 

La digital factory prende in considerazione anche il tema della sostenibilità? 

Il progetto della Digital Twin Factory è pensato per rappresentare una transizione formativa e tecnologica verso una sostenibilità concreta. Grazie all’uso delle tecnologie digitali, l’impatto meccanico e ambientale delle operazioni industriali viene praticamente annullato, permettendo un approccio più eco-compatibile. Inoltre, abbiamo la possibilità di monitorare in tempo reale la carbon footprint generata dalla fabbrica durante l’uso delle macchine. Questo offre una visione precisa e dettagliata dell’impatto ambientale. Oltre a ciò, vengono raccolti e analizzati i dati relativi al consumo energetico. Dati che consentono ottimizzazioni che portano a un miglioramento continuo dell’efficienza e a una riduzione degli sprechi.

Gli interni della Digital Twin Factory

Un ponte tra scuola e impresa

La Digital Twin Factory è quindi molto più di un laboratorio. È un esempio concreto di formazione esperienziale, un approccio educativo che punta sull’apprendimento attraverso l’azione diretta, simulando scenari realistici per allenare capacità fondamentali come il problem solving, il pensiero critico e il lavoro in team. Le lezioni teoriche di materie associate, vengono accompagnate da esercitazioni pratiche in linea con gli insegnamenti. In un contesto in cui le imprese richiedono sempre più figure professionali capaci di adattarsi e innovare, questa metodologia si rivela particolarmente efficace.

In linea con i principi dell’Industria 4.0, l’iniziativa promuove lo sviluppo di competenze chiave come l’automazione, la sostenibilità e la gestione digitale dei processi. Ma soprattutto, rappresenta un ponte tra scuola e impresa, in cui la formazione non si limita a preparare i giovani per il lavoro, ma li coinvolge direttamente in dinamiche produttive, stimolando la responsabilità, la curiosità e la visione strategica.

Le tecnologie implementate

La linea produttiva realizzata nella Fabbrica didattica la rende un laboratorio modulare e flessibile, in grado di adattarsi a differenti corsi formativi presenti e futuri.
Le principali tecnologie impiegate sono:

Robot antropomorfi programmabili: dispositivi dotati di sensoristica avanzata, disegnati anche per garantire la sicurezza degli operatori e l’efficienza.
Conveyor: nastri trasportatori integrati per la movimentazione dei pezzi tra le stazioni di lavoro.
Sistema di visione e riconoscimento pezzi: utilizzati per il controllo qualità dei prodotti e per il prelievo robotico.
Sistema MES (Manufacturing Execution System): software per la pianificazione e controllo della produzione e il monitoraggio via Business Intelligence delle prestazioni e la raccolta dati anche per la misura della sostenibilità dei processi.
Simulazione a eventi discreti: una replica virtuale della fabbrica reale che permette di simulare e ottimizzare i processi produttivi (digital twin).
Software integrato: uno strumento digitale progettato per ottimizzare e velocizzare i processi di cambio configurazione nelle attività produttive, per migliorare l’efficienza e ridurre i tempi di inattività.  

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