lunedì 03 Nov, 2025

L’Italia ha la sua strategia nazionale per la sfida quantistica 

Il documento traccia la rotta fino al 2030. Ma senza una transizione per aggiornare la crittografia il rischio è di compromettere gli attuali sistemi di sicurezza

C’è una nuova corsa tecnologica in atto e questa volta non riguarda chip o intelligenza artificiale, ma bit quantistici e comunicazioni ultra-sicure. Con un piano che guarda al 2030, l’Italia prova a scommettere su una delle tecnologie chiave del futuro per rafforzare la propria autonomia e giocare un ruolo da protagonista nella prossima rivoluzione scientifica.

Il 5 settembre 2025 è stato pubblicato il documento finale della Strategia italiana per le tecnologie quantistiche, redatto da un gruppo di esperti su incarico del Comitato Interministeriale per la Transizione Digitale. La Strategia, adottata formalmente lo scorso luglio, rappresenta il primo piano d’azione organico per lo sviluppo del settore quantistico in Italia. Punta a rafforzare le capacità nazionali in ambiti come il calcolo ad alte prestazioni, la comunicazione sicura, il sensing avanzato e la cybersicurezza. Il documento è frutto di un lavoro congiunto coordinato dal Ministero dell’Università e della Ricerca. A questo lavoro hanno partecipato altri cinque dicasteri, a testimonianza della trasversalità e rilevanza strategica del tema.

La pubblicazione del testo rappresenta un momento decisivo per il posizionamento dell’Italia all’interno della competizione internazionale sulle tecnologie quantistiche, considerate da governi, imprese e centri di ricerca come uno dei fattori determinanti per la competitività industriale e la sicurezza digitale dei prossimi decenni. L’obiettivo è duplice. Da un lato, dotare il Paese di una visione di lungo periodo per lo sviluppo delle tecnologie quantistiche. Dall’altro, attivare misure capaci di sostenere la ricerca, trasformare i risultati scientifici in soluzioni industriali e formare nuove competenze qualificate per alimentare l’intero ecosistema nazionale.

Tradurre le potenzialità del settore quantistico

Negli ultimi anni, le tecnologie quantistiche sono emerse come una delle frontiere più rivoluzionarie e ad alto impatto di innovazione. Questo anche grazie alla loro capacità di riscrivere dalle fondamenta i principi dell’elaborazione, della trasmissione e della misurazione dell’informazione. La logica quantistica consente di elaborare, trasmettere e misurare l’informazione sfruttando proprietà fisiche non accessibili alle tecnologie convenzionali, aprendo nuovi margini di precisione, velocità e sicurezza. Queste caratteristiche rendono il settore quantistico un ambito strategico per sviluppare applicazioni avanzate, come comunicazioni ultra-sicure, simulazioni di sistemi complessi e sensori ad altissima precisione. L’impatto potenziale abbraccia settori critici per il Paese, dalla difesa alla salute, dalla manifattura alla gestione dei dati. La Strategia nazionale nasce per tradurre queste potenzialità in strumenti operativi e risultati tangibili. Strumenti capaci di consolidare l’autonomia tecnologica del Paese e rafforzarne il posizionamento a livello europeo e globale.

Cosa succede nel mondo

A livello globale, le tecnologie quantistiche sono diventate un tema strategico per la competitività industriale e la sicurezza nazionale. Stati Uniti, Cina e altri attori internazionali stanno investendo massicciamente per conquistare una posizione di leadership in un settore destinato a trasformare profondamente l’architettura tecnologica dei prossimi decenni. Anche l’Unione Europea ha identificato il quantum come tecnologia critica, inserendolo nella propria agenda di sicurezza economica e lanciando nel 2025 una nuova Quantum Europe Strategy per rafforzare ricerca, infrastrutture e filiere industriali. Tra le iniziative chiave promosse dall’UE figurano la rete di comunicazione quantistica sicura EuroQCI e il programma Quantum Flagship, avviato nel 2018 con un investimento di circa 1 miliardo di euro per sostenere lo sviluppo di computer quantistici, simulazioni avanzate, sensori ad altissima precisione e sistemi di comunicazione quantistica. La Commissione europea ha annunciato l’intenzione di proporre un Quantum Act, atteso per la fine del 2025, per dotare il settore di un quadro normativo e strategico condiviso a livello continentale.

L’Italia, già firmataria della European Declaration on Quantum Technologies, ha scelto di affrontare questa sfida con l’ambizione di rafforzare il proprio ruolo in Europa e nello scenario globale. La Strategia nazionale punta a orientare e coordinare gli sforzi pubblici e privati per generare valore, innovazione e sicurezza in un settore a elevata intensità tecnologica, contribuendo al tempo stesso ad allineare le politiche nazionali con gli obiettivi comuni europei.

Il gruppo di esperti del Ministero 

La Strategia italiana per le tecnologie quantistiche è il risultato di un percorso articolato e partecipativo, avviato nel luglio 2024 con l’istituzione di un gruppo di esperti da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), in collaborazione con i Ministeri delle Imprese e del Made in Italy, della Difesa, degli Affari Esteri, con il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.

Il coordinamento è stato affidato a Tommaso Calarco, fisico teorico e professore ordinario all’Università di Bologna e membro della Quantum Flagship europea, tra le figure più autorevoli nel campo del quantum computing. 

Dopo una prima fase di analisi e confronto istituzionale, a fine febbraio 2025 è stata pubblicata una bozza preliminare del documento. Il processo di definizione della Strategia si è distinto anche per l’approccio aperto e partecipativo. Nei mesi successivi, il gruppo di lavoro ha promosso una consultazione pubblica rivolta agli stakeholder del settore, con l’obiettivo di raccogliere osservazioni e proposte sul documento. Hanno partecipato università, centri di ricerca, imprese, startup e associazioni di categoria, contribuendo ad arricchire la riflessione collettiva con punti di vista operativi, tecnologici e industriali. Le osservazioni ricevute sono state integrate nella versione finale, una visione sistemica che tiene insieme la dimensione scientifica e quella produttiva. Nel luglio 2025, la Strategia è stata formalmente adottata dal Comitato Interministeriale per la Transizione Digitale (CITD), mentre il 5 settembre 2025 è stato pubblicato online il documento finale della Strategia, segnando l’avvio della fase esecutiva. 

I quattro assi strategici 

La Strategia italiana per le tecnologie quantistiche si articola attorno a una visione di lungo periodo che punta a costruire un ecosistema nazionale coeso, competitivo e capace di esprimere leadership in ambito europeo. Il documento definisce gli obiettivi per rafforzare le capacità del Paese lungo l’intera catena del valore, promuovendo la convergenza tra ricerca, industria e istituzioni. L’orizzonte temporale indicato è il 2030, con la volontà di integrare la Strategia nel più ampio quadro delle politiche digitali e industriali dell’Unione Europea.

Carosello Testo

Sviluppo scientifico e industriale

La crescita passa dal rafforzamento nei cinque pilastri delle TQ, ovvero calcolo, simulazione, comunicazione, sensoristica e scienza di base. Qui si gioca la partita tra ricerca di frontiera e applicazioni industriali, con l’obiettivo di creare poli di eccellenza e consolidare le competenze già presenti in Italia.

Costruzione di un ecosistema nazionale integrato

Superare la frammentazione e mettere a sistema le risorse è la condizione per crescere. Ciò significa rafforzare le infrastrutture di test e certificazione, creare laboratori congiunti pubblico-privati e avviare percorsi di formazione avanzata e dottorati industriali.

Internazionalizzazione e sicurezza

Il quantum non è solo tecnologia, ma anche geopolitica. L’Italia vuole posizionarsi come partner credibile nella roadmap europea, proteggendo al contempo le proprie competenze più critiche da trasferimenti indesiderati.

Governance e misurabilità

Senza coordinamento e monitoraggio, anche la migliore strategia resta sulla carta. Per questo il piano prevede una governance stabile, interministeriale e connessa agli ecosistemi europei, capace di definire KPI e strumenti di valutazione.

Sviluppo scientifico e industriale

La crescita passa dal rafforzamento nei cinque pilastri delle TQ, ovvero calcolo, simulazione, comunicazione, sensoristica e scienza di base. Qui si gioca la partita tra ricerca di frontiera e applicazioni industriali, con l’obiettivo di creare poli di eccellenza e consolidare le competenze già presenti in Italia.

Costruzione di un ecosistema nazionale integrato

Superare la frammentazione e mettere a sistema le risorse è la condizione per crescere. Ciò significa rafforzare le infrastrutture di test e certificazione, creare laboratori congiunti pubblico-privati e avviare percorsi di formazione avanzata e dottorati industriali.

Internazionalizzazione e sicurezza

Il quantum non è solo tecnologia, ma anche geopolitica. L’Italia vuole posizionarsi come partner credibile nella roadmap europea, proteggendo al contempo le proprie competenze più critiche da trasferimenti indesiderati.

Governance e misurabilità

Senza coordinamento e monitoraggio, anche la migliore strategia resta sulla carta. Per questo il piano prevede una governance stabile, interministeriale e connessa agli ecosistemi europei, capace di definire KPI e strumenti di valutazione.

Accanto a questi assi trasversali, la Strategia individua quattro ambiti tecnologici prioritari su cui concentrare gli investimenti: calcolo, comunicazione, sensoristica e tecnologie abilitanti (hardware e software di nuova generazione). Sono le aree dove le ricadute industriali possono essere più immediate e dove l’Italia può esprimere un vantaggio competitivo, grazie alla tradizione scientifica e al tessuto di PMI innovative. Ciascun ambito è accompagnato da obiettivi specifici, che spaziano dal consolidamento delle competenze esistenti alla creazione di nuovi poli di eccellenza.

Per garantire la realizzabilità del piano, il documento prevede anche strumenti operativi e linee di finanziamento mirate, basate su fondi nazionali ed europei. Particolare attenzione è rivolta alla necessità di assicurare una governance stabile, con meccanismi di monitoraggio e valutazione, e alla costruzione di partenariati pubblico-privati in grado di accelerare la transizione verso applicazioni concrete.

COME CAMBIA LA SICUREZZA NELL’ERA QUANTISTICA

Post-Quantum Cryptography (PQC)
Si basa su problemi matematici ritenuti intrattabili anche per i computer quantistici. Sfruttano la difficoltà di risolvere certi problemi, come sistemi di equazioni multivariate, reticoli multidimensionali, codici correttori o isogenie tra curve ellittiche. La sicurezza non dipende dalla segretezza dell’algoritmo, ma dalla chiave.

Quantum Key Distribution (QKD)
La QKD sfrutta i principi della meccanica quantistica (es. l’entanglement) per generare una chiave segreta. Qualsiasi tentativo di intercettare i fotoni inviati ne altera lo stato, rivelando l’eavesdropping. Garantisce sicurezza fisica, non computazionale.

Il rovescio della medaglia

Nonostante i proclami ottimistici non mancano le criticità. La più seria la spiega bene Ivan Visconti, professore ordinario di computer science presso la Sapienza Università di Roma: «L’avvento di tecnologie dirompenti impone l’elaborazione di strategie tempestive capaci di valorizzare i settori in grado di trarne i maggiori benefici. Nel caso delle tecnologie quantistiche, però, non si può trascurare il rovescio della medaglia: la prospettiva che, in un futuro non troppo lontano, i computer quantistici possano compromettere gli attuali meccanismi di protezione delle informazioni», ha dichiarato a Tecnologia & Innovazione.

Ivan Visconti
Ivan Visconti, professore ordinario di computer science presso la Sapienza Università di Roma

«La comunità scientifica internazionale – ha aggiunto – sottolinea da tempo la necessità di una migrazione verso algoritmi sviluppati nell’ambito della Post-Quantum Cryptography (PQC). Si tratta di soluzioni in grado di preservare le infrastrutture e le modalità di comunicazione esistenti senza stravolgimenti tecnologici».

Nonostante ciò, dice ancora Visconti, «la strategia nazionale recentemente elaborata dal gruppo di esperti coordinato dal MUR, con la partecipazione dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, appare più sfumata ed ambigua sul tema della protezione delle comunicazioni».

Il documento infatti, «riserva un’attenzione sorprendentemente ottimista al Quantum Key Distribution (QKD), richiamando in particolare l’esistenza di realtà industriali italiane impegnate nello sviluppo di tali sistemi. La strategia indica al tempo stesso la necessità di complementare PQC e QKD e le rilevanti attuali criticità legate alla QKD (potenzialmente mitigabili in futuro mediante tecniche di crittografia avanzata), che incidono su costi, usabilità e sicurezza». «Ne emerge l’impressione che alcune parti del documento siano il frutto di un compromesso poco convincente», conclude. «Da un lato le indicazioni della comunità scientifica internazionale, dall’altro indicazioni di natura diversa, meno consolidate».

Il commento

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