giovedì 05 Mar, 2026

Automazione, l’AI in fabbrica ora fa crescere il PIL

Il settore chiude il 2025 a +4% e l’86% delle imprese guarda al 2026 con fiducia. I dati di ANIE Automazione agli Stati Generali della Meccatronica

L’industria dell’automazione tira dritto: l’86% delle aziende vede il 2026 in crescita, l’intelligenza artificiale entra in fabbrica e il ROI si conta in mesi. L’Auditorium di Confindustria Bergamo ha ospitato a fine gennaio la quarta edizione degli Stati Generali della Meccatronica, quest’anno dal titolo: Nuove fabbriche, nuove competenze: la meccatronica nell’era dell’Intelligenza Artificiale. Sul palco, tra i vari interventi, Andrea Bianchi, presidente di ANIE Automazione, ha portato i numeri di un settore che, nonostante le turbolenze globali, continua a correre. E lo ha fatto con una storia, prima ancora che con un dato: quella di una macchina utensile che impara a sentire il proprio logorio e corregge in tempo reale posizione e velocità. Un avanzamento che consente di guadagnare fino al 20% di vita dell’utensile e dimezzare gli scarti. Una storia di intelligenza artificiale applicata, con tanto di ritorno sull’investimento sotto l’anno.

Andrea Bianchi, presidente di ANIE Automazione

Numeri da corsa in un anno difficile

I numeri parlano chiaro. Secondo il preconsuntivo 2025 di ANIE Automazione, il fatturato del settore ha chiuso con un +4% rispetto all’anno precedente. Quattro punti percentuali che pesano, se si considera lo scenario: tensioni geopolitiche, incertezza macroeconomica, una ripresa a strappi. Eppure il comparto tiene, anzi accelera. Trainano le componenti più avanzate: software, intelligenza artificiale, cybersecurity. Non più promesse, ma voci di bilancio.

«In un contesto economico complesso, segnato da tensioni geopolitiche e incertezza macroeconomica, il settore ha dimostrato una forte capacità di tenuta», ha dichiarato Bianchi. «A trainare i numeri sono state soprattutto le componenti più innovative: software, intelligenza artificiale e cybersecurity. L’86% delle aziende del panel ANIE confida in un 2026 in crescita, pur in un contesto che rimane condizionato da fattori esterni non sempre prevedibili». Da un lato, ha spiegato il presidente, «la coda del PNRR e un contesto di tassi più favorevoli continuano a sostenere gli investimenti; dall’altro, le perturbazioni esogene e l’evoluzione del Piano Transizione possono influire sulle scelte degli imprenditori». Ma il sentiment, ad oggi, è solido.

A gennaio 2026 l’indagine rapida di ANIE ha registrato previsioni nette: l’86 % degli intervistati si attende una crescita del fatturato per l’anno in corso. Tra le piccole imprese, il 42% prevede un aumento, mentre medie e grandi schiacciano il pedale con percentuali rispettivamente del 34 e del 10%, e zero intervistati che ipotizzano un calo. Il dato più significativo, forse, è un altro: la fiducia non è più solo un fatto dimensionale, ma trasversale. Chi investe in innovazione, cresce.

L’AI non sostituisce, corregge al micron

Ed è qui che l’intelligenza artificiale smette di essere una parola d’ordine e diventa strumento. Nel manifatturiero, ha ricordato Bianchi, si parla ancora spesso di applicazioni sperimentali. Ma nell’automazione industriale il salto è già stato fatto. Gli esempi portati sul palco non lasciano spazio a interpretazioni: condition monitoring avanzato di organi meccanici, ottimizzazione energetica di azionamenti e motion, diagnostica intelligente dei guasti, robotica meccatronica che impara dai dati. L’IA non sostituisce i controlli numerici, li affina. Corregge il feed rate, adatta la velocità del mandrino, compensa la posizione al micron. Il risultato è un sistema che reagisce prima che il difetto si manifesti, che avvisa l’operatore solo quando serve davvero, che allunga la vita dei componenti e riduce gli sprechi.

Nella meccatronica l’IA genera valore concreto, e ANIE è testimone di esempi significativi di implementazioni reali. Non è un caso che l’associazione di Confindustria abbia scelto di dedicare proprio a questo passaggio tecnologico uno dei momenti centrali della propria partecipazione ad A&T, in programma dall’11 al 13 febbraio all’Oval Lingotto di Torino. L’associazione è stata presente con uno stand istituzionale, punto di incontro per imprese, operatori e stakeholder. E ha curato il convegno dal titolo: Evoluzione dei PLC e PAC verso applicazioni di Industrial Edge e connettività sicura basata su standard come OPC UA: una nuova prospettiva per l’automazione industriale. Organizzato dai Gruppi PLC-I/O, HMI-IPC-SCADA e OPC UA di ANIE Automazione, l’incontro ha esplorato il passaggio dei controllori industriali verso architetture più intelligenti, connesse e sicure. Casi applicativi alla mano.

Un settore da 112 miliardi e 480mila occupati

«Partecipiamo agli Stati Generali della Meccatronica ormai da qualche edizione», ha aggiunto Bianchi, «perché ci riconosciamo pienamente nelle tematiche poste al centro del dibattito: dall’innovazione tecnologica alla competitività industriale, passando per le nuove competenze e la transizione sostenibile. Inoltre, rappresentano un appuntamento chiave in vista della fiera A&T». Un legame, quello tra ANIE e la manifestazione torinese, che si rinsalda ogni anno. 

I numeri, quelli aggregati, restituiscono la dimensione di un settore che è molto più di una filiera. Le imprese aderenti ad ANIE sono oltre 1.100, raggruppate in 14 associazioni. Il fatturato aggregato sfiora i 112 miliardi di euro. Quattro punti percentuali di questo fatturato vengono reinvestiti in ricerca e sviluppo. Quasi mezzo milione gli occupati. Il 71% delle imprese socie è costituito da piccole e medie imprese, a testimonianza di un tessuto produttivo che ha nella dimensione contenuta non un limite, ma una leva di reattività. La geografia conferma il baricentro nord-occidentale (quasi il 50%), ma con presenze significative anche al Centro e al Sud.

L’associazione, dal canto suo, si struttura in quattro aree strategiche – meccatronica e automazione discreta, interconnessione e controllo, digitalizzazione dei processi e dei prodotti, automazione di processo – e diciassette gruppi di lavoro che coprono l’intero spettro delle tecnologie abilitanti: dagli azionamenti elettrici ai riduttori, dalla safety ai sistemi di visione, dal 5G industriale al networking, dall’RFID al software industriale, dal telecontrollo alla telematica applicata. Un osservatorio permanente, prima ancora che un luogo di rappresentanza.

Tornando all’IA, il messaggio che arriva da Bergamo è netto: la sperimentazione è finita. Sul tavolo ci sono numeri, ritorni misurabili, riduzione degli scarti, allungamento del ciclo di vita dei componenti, risparmi energetici. Il caso della macchina utensile, raccontato da Bianchi, è emblematico: l’utensile si usura, le forze di taglio cambiano, le vibrazioni aumentano, la qualità superficiale peggiora. Fino a ieri si reagiva con sostituzioni preventive, parametri fissi, correzioni manuali. Oggi l’IA corregge in tempo reale, recupera micron, avvisa solo quando serve. Il risultato è un incremento della vita utensile tra il 10 e il 20%, una riduzione degli scarti superficiali fino al 50%, una stabilità dimensionale più lunga, meno intervento umano. E un ritorno sull’investimento che, su produzioni medio-alte, scende sotto i dodici mesi.

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