Il rapporto dell’Associazione Italiana per la Ricerca Industriale fotografa il settore e individua le applicazioni di maggiore interesse e opportunità di sviluppo
La meccatronica è una delle eccellenze tecnologiche italiane e un pilastro della competitività nazionale, sia nel contesto europeo che in quello globale. Settore altamente trasversale, integra competenze che spaziano dalla meccanica all’elettronica, dall’informatica all’Intelligenza Artificiale, configurandosi oggi come il cuore delle fabbriche intelligenti e dell’Industria 5.0. Il settore occupa circa 1,6 milioni di addetti, genera un valore aggiunto di circa 110 miliardi di euro, esporta oltre 200 miliardi di beni e rappresenta circa il 44,7% dell’export nazionale (Italia Meccatronica – Il comparto in Italia, 27 febbraio 2024). Un risultato che si fonda su una lunga tradizione nazionale nella meccanica di precisione e nell’automazione industriale, ma che oggi richiede un salto di qualità per affrontare le nuove sfide globali.
Investimenti, innovazione e collaborazione per la competitività
La capacità innovativa della meccatronica si riflette nelle scelte di investimento delle imprese manifatturiere italiane. Il 71% delle aziende investe in beni tangibili come macchinari, attrezzature e hardware, mentre il 59% destina risorse ad attività di ricerca e sviluppo. Parallelamente, il 46% investe nell’acquisizione di strumenti e competenze per l’analisi dei dati e il 29% punta sulla formazione per sostenere i processi di innovazione (Cluster Fabbrica Intelligente, Roadmap 2023). Questi dati confermano il ruolo strategico della meccatronica come snodo tra tecnologia e persone, capace di rafforzare la competitività della manifattura italiana in uno scenario internazionale sempre più complesso.
La meccatronica italiana, come l’intera industria europea, si trova a un bivio cruciale, come sottolineano recenti analisi strategiche (tra cui Driving the Future: Lead Firms as Engines of Innovation and Sustainability for European Industrial Value Chains – THEA Group e Philip Morris, settembre 2025). La sfida riguarda da un lato la capacità di proporre soluzioni robuste ed efficienti grazie a tecnologie avanzate, dall’altro l’esigenza di innovare e sostenere intere catene del valore in un contesto geopolitico e tecnologico sempre più competitivo e incerto.

Il ruolo strategico del rapporto AIRI: orientare imprese e istituzioni
Per affrontare questa transizione, la collaborazione tra imprese, centri di ricerca e istituzioni diventa una leva strategica per garantire autonomia tecnologica e sostenibilità di lungo periodo. Il rapporto di AIRI Le Innovazioni del Prossimo Futuro affronta il tema della collaborazione in dieci settori industriali strategici per l’Italia – tra cui la meccatronica – proponendosi come strumento di orientamento per imprese, istituzioni e investitori. Giunto alla sua undicesima edizione, lo studio rappresenta un unicum nazionale per attività di technology assessment e foresight, con oltre 130 scenari tecnologici ad alto impatto socioeconomico.
I settori analizzati comprendono: Ambiente e transizione circolare, Costruzioni, Chimica e Materiali, Energia e decarbonizzazione, Farmaceutica, Meccatronica, Microelettronica e semiconduttori, Tecnologie digitali, Trasporti e mobilità, Spazio.
Alla sezione dedicata alla meccatronica hanno contribuito realtà d’eccellenza come Cosberg (coordinatore), Digital Innovation Hub Lombardia, Comsol, ENEA, Istituto Italiano di Tecnologia, INAIL, IUVO, Nativetowork, NVNova, Prima Additive, RINA Consulting, Smilab e STMicroelectronics. La composizione multidisciplinare del gruppo di lavoro sottolinea come la sinergia tra tecnologie digitali e tradizionali, sostenibili e orientate all’uomo, sia essenziale per costruire una manifattura resiliente e competitiva.
Sei tecnologie chiave per la fabbrica del futuro
Il rapporto AIRI dedicato alla meccatronica identifica gli scenari e le applicazioni di maggiore interesse per la fabbrica del futuro, con un focus su competitività, sostenibilità, digitalizzazione e centralità dell’uomo. Centrale è l’attenzione all’evoluzione delle competenze, con strategie di upskilling e reskilling del personale tecnico e ingegneristico. Gli scenari non sono concepiti come compartimenti isolati, ma come opportunità di interconnessione reciproca, per dar vita a un ecosistema tecnologico integrato e sinergico. Ognuno di essi è accompagnato da una panoramica sullo stato dell’arte, da un’analisi degli impatti socioeconomici attesi e dalle opportunità di investimento.
1. Componenti e sistemi intelligenti
Soluzioni hardware e software che abilitano l’automazione evoluta degli impianti, migliorando produttività, qualità e flessibilità. Rientrano in questo ambito i controllori logici programmabili (PLC), sensori analogici e digitali, sistemi di visione, attuatori elettrici, pneumatici, oleodinamici e piezoelettrici, oltre ai sistemi per trasporto, lavorazione, manipolazione e giunzione.
2. Manifattura additiva
Alternativa alla produzione sottrattiva, consente geometrie complesse, prototipazione rapida, riduzione di scarti ed efficientamento energetico. Le applicazioni studiate spaziano dai materiali alto-riflettenti a polimeri sostenibili e ceramici avanzati, fino a componenti biologiche o riciclate. La varietà di soluzioni favorisce la personalizzazione dei prodotti, ma i costi operativi elevati richiedono continui investimenti in ricerca per rendere la tecnologia sostenibile.
3. Robotica collaborativa
Supporta l’operatore in modo sicuro e intuitivo grazie a sensori tattili, visivi e LIDAR e a software adattativi in tempo reale. Questa tecnologia apre la strada a un’interazione uomo-macchina personalizzata, in grado di monitorare il carico fisico e mentale dell’operatore e adattare dinamicamente strumenti e interfacce. L’evoluzione spazia dai cobot fino a esoscheletri e sistemi indossabili che estendono le capacità umane, prevenendo infortuni e migliorando la produttività, secondo i principi dell’Industria 5.0.
4. Simulazione di prodotto e processo
I gemelli digitali e i modelli virtuali consentono di prevedere comportamenti, testare scenari e ridurre tempi e costi di sviluppo. Le simulazioni rafforzano efficienza e flessibilità dei processi, garantendo qualità e robustezza lungo l’intero ciclo produttivo. Le soluzioni immersive e interattive supportano inoltre la formazione e la sicurezza degli operatori.
5. Intelligenza artificiale
Permette di analizzare grandi volumi di dati da sensori, macchine e sistemi produttivi, migliorando manutenzione predittiva, ottimizzazione dei processi e controllo qualità. In combinazione con simulazione e robotica collaborativa, estende l’autonomia dei sistemi meccatronici e abilita decisioni più rapide e informate. Tecniche di machine learning applicate alla visione artificiale consentono auto-analisi e reportistica in linguaggio naturale, agevolando il lavoro degli operatori.
6. Interfacce uomo-macchina
Visori immersivi e sistemi di realtà aumentata collegano l’operatore agli asset produttivi esistenti o in progettazione, sovrapponendo informazioni digitali al mondo reale. Queste tecnologie supportano decisioni più tempestive, riducono i ritardi nell’interpretazione dei dati e migliorano sicurezza, precisione operativa ed ergonomia cognitiva.
AIRI – Associazione Italiana per la Ricerca Industriale
Opera dal 1974 come ente senza scopo di lucro a supporto della ricerca, dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico. Con oltre cento soci tra imprese, università e centri di ricerca, promuove il trasferimento di conoscenze, lo sviluppo di competenze STEM e l’adozione di tecnologie avanzate e sostenibili. Dal 1995 cura il Rapporto Le Innovazioni del Prossimo Futuro, riferimento per scenari strategici del sistema produttivo italiano. Il rapporto completo è disponibile sul sito di AIRI previa registrazione.
Una bussola per le imprese
L’intreccio tra nuove tecnologie rappresenta la sfida chiave per le imprese italiane della meccatronica: creare fabbriche intelligenti modulari, scalabili e personalizzate, capaci di adattarsi ai cambiamenti di mercato, alle normative ambientali e a nuovi modelli di business come la servitizzazione e il pay-per-use. In questo scenario l’innovazione punta a potenziare il supporto decisionale, favorire la collaborazione a distanza e garantire un monitoraggio costante. È il paradigma dell’Industria 5.0, dove il lavoro umano non viene sostituito dalle macchine, ma valorizzato: le tecnologie diventano partner strategici nella creazione di ambienti produttivi inclusivi, flessibili e in evoluzione.
La meccatronica è dunque un ecosistema che unisce innovazione, digitale, sostenibilità e centralità della persona. Sostenere il suo sviluppo significa introdurre una visione condivisa, politiche mirate e investimenti congiunti di imprese, centri di ricerca e istituzioni.
Il volume Le Innovazioni del Prossimo Futuro nasce proprio come bussola per orientare queste scelte. Le tecnologie individuate rappresentano filoni già operativi, capaci di rafforzare la competitività della filiera meccatronica e offrire valore a clienti nazionali e internazionali. Solo investendo in innovazione, persone e visione di sistema, la filiera potrà trasformarsi in un vero moltiplicatore di valore e competitività per l’Italia.


