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L’Innovation Manager come guida per l’impresa moderna

Dall’idea all’impatto

Come affiancare le PMI con metodo Lean Six Sigma, intelligenza artificiale consapevole e strategia d’innovazione certificata ISO 11814 – ISO 56002.

In un contesto economico sempre più competitivo, digitale e incerto, innovare non è più una scelta: è una necessità. Eppure, in molti casi, le imprese italiane – soprattutto le PMI – si trovano sole nel tentativo di trasformare intuizioni in risultati concreti. Il rischio? Disperdere risorse, rincorrere mode, accumulare tecnologie senza ritorni misurabili.

È in questo scenario che si inserisce la figura dell’Innovation Manager certificato, un professionista che affianca l’impresa con metodo, visione e strumenti operativi. Una figura ponte tra strategia e operatività, tra governance e implementazione. È il ruolo che ricopro da anni, integrando nella mia attività le migliori pratiche della trasformazione digitale, dell’intelligenza artificiale, del miglioramento continuo. L’esperienza mi ha portato oggi ad essere innovation manager certificato ISO 11814 prima, esaminatore per la stessa certificazione, poi. Da circa due anni certifico i nuovi Innovation Manager e questo mi ha permesso di costruire una solida rete di connessioni in vari ambiti tutti afferenti alla gestione dell’innovazione, consentendomi di avviare “InnovaME”, un progetto che vede coinvolti oltre cento innovation manager certificati impegnati nella diffusione del verbo sul tutto il territorio e all’occorrenza pronti a rispondere alle esigenze di trasformazioni guidate delle PMI italiane. A proposito, InnovaME è anche un AI Agent a supporto delle PMI per approfondire questi temi. Se volete scambiare due parola vi lascio il link https://bit.ly/InnovaME

Lean Six Sigma: innovazione che taglia gli sprechi

Uno degli strumenti chiave che utilizzo è il Lean Six Sigma, una metodologia nata in ambito industriale, oggi applicata con successo in ogni settore. La sua forza? È centrata sui dati e sull’eliminazione degli sprechi, per aumentare la qualità, ridurre i costi e velocizzare le attività.

Con il mio supporto, molte aziende hanno potuto mappare i propri processi, individuarne i colli di bottiglia, e intervenire in modo chirurgico. Oggi ricopro il ruolo di Sales Area Manager Sud Italia per The Lean Six Sigma Company, realtà leader internazionale nella formazione e applicazione di questi principi, con l’obiettivo di divulgare conoscenza e consapevolezza del metodo.


Intelligenza Artificiale sì, ma consapevole

L’altro asse fondamentale è l’intelligenza artificiale. Ma attenzione: serve un’adozione responsabile, regolamentata e utile. Per questo seguo con attenzione l’evoluzione dell’AI Act, il nuovo regolamento europeo che impone un uso etico e trasparente degli algoritmi.

Affianco le imprese nell’individuare ambiti concreti in cui l’AI può davvero fare la differenza, migliorando la produttività e la customer experience, ma anche nel valutare i rischi di compliance e reputazione. Il mio obiettivo? Trasformare l’AI da buzzword a valore reale.

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Metodo, certificazioni e roadmap

Il mio approccio è strutturato: partiamo da una diagnosi iniziale (basata sul framework ISO 56002), per capire lo stato dell’innovazione in azienda. Da lì, costruiamo insieme un percorso di miglioramento, misurabile e sostenibile. Spesso integriamo anche audit interni, cybersecurity (con supporto a certificazioni come CISA, CISM), e strumenti per ottenere incentivi pubblici (come Transizione 5.0 o ZES Unica).

Casi pratici: l’intelligenza artificiale a supporto della linea di produzione di un birrificio artigianale.

La richiesta specifica e imperativa. “voglio che l’intelligenza artificiale analizzi processi e vendite e suggerisca le azioni da fare”.

L’innovation Manager è un po’ il facilitatore nell’introduzione delle nuove tecnologie abilitanti nei progetti di innovazione delle aziende, questo è risaputo. Ma davvero l’esigenza era l’introduzione dell’AI?
Chiaramente c’erano le condizioni per un output desiderato, ma l’AI avrebbe effettuato data analysis sulle attuali condizioni della produzione. L’approccio della ISO 56002 e la diagnosi iniziale hanno posto il focus su direttrici alla base dei processi.

  • Ottimizzazione della linea di produzione con l’individuazione e, laddove possibile, l’eliminazione degli sprechi.
  • L’implementazione di un WMS per un magazzino intelligente.
  • L’integrazione del WMS con il SW di gestione birrificio e la relativa parte contabile
  • L’adozione integrata di sistemi IOT per l’interconnessione con le macchine
  • L’adozione di un sistema di monitoraggio della flotta e dei carichi ottimizzati.

Conclusione: l’innovazione è un viaggio, partiamo insieme.

Innovare è un viaggio. E ogni impresa ha il diritto di essere guidata con serietà, competenza e passione. Se vuoi capire come portare la tua azienda al prossimo livello, possiamo parlarne. Con un check-up gratuito, puoi scoprire subito dove intervenire per ottenere risultati concreti.

“Innovazione è metodo, non improvvisazione”Giuseppe Pisco

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Dialogo con Giuseppe Pisco, Innovation Manager certificato ISO 11814

Lean Six Sigma, AI Act e strategie concrete per accompagnare le PMI italiane nel cambiamento. Intervista a uno dei protagonisti dell’innovazione operativa.

Partiamo dal contesto: perché oggi le PMI hanno bisogno di una figura come l’Innovation Manager?

Perché innovare oggi è complesso. Non basta avere un’idea, bisogna saperla trasformare in impatto misurabile. Le PMI italiane, spesso, non hanno risorse o competenze interne per affrontare questo passaggio. L’Innovation Manager diventa allora il partner strategico che traduce le intuizioni in roadmap operative: con metodo, visione e capacità esecutiva.


Uno dei cardini del tuo approccio è il Lean Six Sigma. Cosa rappresenta per te?

È lo strumento che mi permette di rendere l’innovazione concreta e tangibile. Grazie a questo metodo, aiutiamo le aziende a mappare i processi, identificare sprechi, migliorare qualità e tempi di risposta. Sono Sales Area Manager per The Lean Six Sigma Company e ogni giorno vedo risultati reali: meno errori, più efficienza, team più consapevoli.


L’altra parola chiave del momento è “intelligenza artificiale”. Come la affronti?

Con consapevolezza. L’AI può portare grandi vantaggi, ma solo se è gestita in modo etico, trasparente e utile. Seguo l’evoluzione dell’AI Act europeo e accompagno le aziende nell’identificare dove e come usare l’intelligenza artificiale, senza rincorrere hype tecnologici. È importante costruire casi d’uso reali, con impatti misurabili e sostenibili.


Qual è il tuo metodo di lavoro con le aziende?

Inizio sempre da una diagnosi strutturata, usando il framework ISO 56002. Analizziamo lo stato dell’innovazione, i processi, la cultura aziendale. Da lì costruiamo insieme un piano di miglioramento, spesso integrando anche strumenti per accedere a bandi come Transizione 5.0 o ZES UNICA. L’obiettivo è sempre lo stesso: portare valore reale.


A proposito di valore: ci anticipi qualcosa sul tuo progetto “Innovation TOUR”?

Certamente! A partire dall’autunno 2025 partirà il mio tour nazionale Innovation TOUR, anzi il nostro tour, si perché è un progetto scritto a quattro mani con il collega e amico Junior Venturi e per essere precisi si chiama “Attenti a quei due – Innovation Tour”: 10 tappe in tutta Italia per incontrare imprenditori, associazioni e istituzioni. Porterò strumenti, casi studio e opportunità di confronto. Il progetto culminerà nella primavera 2026 con l’evento nazionale Innovation Week, un vero e proprio hub per chi crede nell’innovazione fatta bene.


Un messaggio finale per chi legge?

L’innovazione non è improvvisazione. È metodo, dati, persone. Se un’azienda vuole davvero cambiare passo, deve farlo con chi conosce la rotta. Io sono qui per questo.

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