A colloquio con Fabrizio Baccanti su kitting ed e-DRAFTING: i due prodotti con cui FARE Sustainable Solutions ripensa le attività a basso valore aggiunto, e il ruolo dell’intelligenza artificiale nel renderle sostenibili.
Lo incontriamo nella sede operativa di Seregno.
Prima di entrare nei prodotti: che cos’è FARE Sustainable Solutions?
«Nasce per accompagnare le imprese manifatturiere europee in una trasformazione necessaria. La concorrenza dei paesi a basso costo rende insostenibile competere sui prodotti maturi: l’industria europea deve concentrarsi sulle attività che la distinguono — montaggio, collaudo, ingegneria — e alleggerirsi di quelle a basso valore aggiunto. Noi offriamo gli strumenti per farlo, appoggiandoci a un network di fornitori certificati nei paesi low cost e a una logistica integrata, in un’ottica di sostenibilità per noi insieme economica, ambientale e sociale. Da qui i nostri prodotti, tra cui kitting ed e-DRAFTING.»

Partiamo dal kitting. Di cosa si tratta?
«Forniamo al cliente i componenti già confezionati in kit, consegnati direttamente alla linea di montaggio, su commessa e in sequenza. Il cliente riceve esattamente ciò che gli serve, quando gli serve, e può dedicarsi al montaggio.»
In foto Fabrizio Baccanti, CEO di FARE Sustainable Solutions
Qual è il beneficio concreto?
«Quanto costa davvero a un’azienda ricevere materiali, gestirli a magazzino, prelevarli, inventariarli? Sono attività ripetitive e a basso valore aggiunto, che non rappresentano il cuore dell’impresa. Esternalizzandole, il cliente elimina costi logistici e amministrativi e libera risorse per le attività che lo distinguono davvero.»

Il confezionamento è affidato a cooperative sociali. Perché?
«Perché è un’attività semplice e ripetitiva, adatta per l’inserimento al lavoro di persone con disabilità anche cognitive. Per il cliente significa coniugare efficienza ed effetto sociale, ottemperando anche agli obblighi della legge 68/99. È il senso della parola Sustainable nel nostro nome: sostenibilità economica, ambientale e sociale insieme.»
Il kitting ha anche un valore meno evidente.
«Preparare un kit impone di analizzare a fondo le distinte base. È in quella fase che emergono le ridondanze: linee di prodotto cresciute negli anni accumulano una proliferazione di codici che un’analisi ingegneristica può ridurre sensibilmente, con benefici su magazzino, produzione e costo finale. Il kitting diventa così anche uno strumento di razionalizzazione.»
Passiamo a e-DRAFTING.
«È una piattaforma web per i disegni conto terzi. Il cliente carica un disegno, riceve una quotazione in pochi minuti e il lavoro eseguito in poche ore, attraverso un network di disegnatori certificati. Il pagamento può avvenire a consumo attraverso l’acquisto di token, a consuntivo o per Clienti con maggiori esigenze in termini di volume anche a contratto: un processo flessibile per adattarsi alle esigenze del Cliente mantenendo la parte amministrativa snella. Il servizio è pensato per le piccole, medie ed anche grandi imprese.»
Perché un’azienda dovrebbe adottarla?
«Quanto costa oggi avere a bordo un disegnatore? Oltretutto permane il rischio di non saturarne mai del tutto la capacità. La piattaforma offre la stessa attività a una frazione del costo e consente di gestire i picchi di carico senza appesantire la struttura fissa, mantenendo le risorse interne sulle attività a maggiore valore.»

Veniamo all’intelligenza artificiale. Nel drafting che ruolo ha?
«È il cuore del prodotto. Un motore che legge il disegno caricato dal cliente e ne stima autonomamente le ore-uomo necessarie, restituendo la quotazione in automatico. È anche il nostro principale elemento di differenziazione: una piattaforma di e-commerce è facilmente replicabile, un motore addestrato sui dati no. E migliora nel tempo, perché impara dai dati reali: questo ci permette di ridurre progressivamente i margini di sicurezza iniziali, traducendoli in prezzi più competitivi.»
E nel kitting, dove interviene l’AI?
«Nel kitting l’AI interviene ad integrazione del lavoro manuale: nella razionalizzazione dei codici, nell’ottimizzazione degli approvvigionamenti, nella previsione della domanda e nel sequenziamento delle consegne in logica just in time. Stiamo inoltre lavorando su soluzioni che riducano ulteriormente il rischio di errore nella preparazione dei kit. Il confezionamento, però, resta affidato alla persona: l’AI non la sostituisce, ottimizza il sistema attorno a lei.»
Qual è, in sintesi, la vostra idea di intelligenza artificiale?
«In entrambi i prodotti l’AI svolge la stessa funzione: si fa carico delle attività a basso valore aggiunto — la stima, la quotazione, l’ottimizzazione, la previsione — per liberare l’uomo verso ciò che conta. Nel drafting restituisce ai progettisti il tempo per l’ingegneria; nel kitting consente di offrire un lavoro dignitoso a chi spesso ne resta escluso, mentre il cliente si concentra su montaggio e collaudo. Per noi l’intelligenza artificiale non è un fine, ma uno strumento di efficacia: e un’AI che impara dai dati reali, col tempo, restituisce valore all’intera filiera. È così che intendiamo l’innovazione sostenibile.»



