Nella pianura emiliana, a pochi chilometri da Bologna, si sviluppa una delle realtà italiane più attive nella ricerca applicata sul grafene. È Graphene-XT, azienda nata nel 2016 con l’obiettivo di comprendere e sfruttare le proprietà di uno dei materiali più promettenti della ricerca contemporanea: un reticolo di carbonio spesso un solo atomo, noto per l’elevata resistenza meccanica, l’ottima conducibilità termica ed elettrica e le peculiari proprietà tribologiche.
Se il grafene continua a rappresentare un punto di riferimento nei laboratori di materiali avanzati, la sfida industriale resta quella di trasformarne il potenziale in soluzioni stabili, scalabili e integrabili nei processi produttivi. È su questo fronte che si concentra l’attività di Graphene-XT, che ha sviluppato un processo proprietario per la produzione e la sospensione del grafene in diversi fluidi vettori, dai sistemi acquosi agli oli minerali e sintetici.
Dalla ricerca ai lubrificanti industriali
L’obiettivo è ottenere formulazioni stabili e utilizzabili in contesti industriali reali, dove la ripetibilità delle prestazioni e la compatibilità con i sistemi esistenti sono condizioni essenziali. A partire dal 2022, l’azienda ha iniziato a introdurre sul mercato una gamma di prodotti basati su queste tecnologie, orientati in particolare al miglioramento dell’efficienza tribologica e alla riduzione dell’usura nei sistemi meccanici.
Tra le soluzioni sviluppate figura GXT-Lube, un additivo per motori a combustione interna progettato per ridurre l’attrito tra le superfici in movimento, con potenziali effetti su consumi ed emissioni. Nel segmento industriale, Tribo-XT introduce un approccio differente: una sospensione acquosa di grafene in grado di depositarsi sulle superfici formando un film sottile ad alta scorrevolezza, aprendo applicazioni in ambiti dove la lubrificazione tradizionale è complessa o intermittente.
A completare la gamma vi sono lubrificanti e additivi destinati a contesti produttivi avanzati. Lubro-MQ è pensato per sistemi di Minimum Quantity Lubrication, una tecnica sempre più diffusa nelle lavorazioni meccaniche che punta a ridurre drasticamente il consumo di fluidi. In questo ambito, le soluzioni a base di grafene sono studiate per migliorare la durata degli utensili e la stabilità del processo di taglio.
Lubro-GA si colloca invece su un livello prestazionale più elevato, con applicazioni in ambienti caratterizzati da alte temperature e pressioni, tipici di settori industriali avanzati e di alcune applicazioni riconducibili all’aerospazio e alla meccanica di precisione. Infine, Lubro-P è un additivo destinato a circuiti oleodinamici, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza volumetrica riducendo fenomeni di riflusso e perdite interne.



I progetti europei per il grafene
Una parte significativa dello sviluppo di queste tecnologie avviene all’interno di progetti europei di ricerca collaborativa, dove Graphene-XT opera come partner industriale. In questo contesto, l’azienda contribuisce alla traduzione delle conoscenze scientifiche in soluzioni applicabili ai mercati di riferimento, in linea con gli obiettivi europei di sostenibilità e riduzione dell’impatto ambientale dei processi industriali.
Il progetto Desiderata e le alternative ai PFAS
Tra i progetti più recenti figura “Desiderata” (2025–2028), che si propone di esplorare alternative a sostanze oggi diffuse ma critiche dal punto di vista ambientale e di sicurezza. L’attività di Graphene-XT si concentra su due direttrici principali. La prima riguarda la sostituzione delle paraffine clorurate nei lubrificanti per lavorazioni meccaniche, sostanze efficaci ma sempre più sotto osservazione per il loro impatto su salute e ambiente. Le formulazioni sviluppate con grafene hanno raggiunto una fase avanzata di validazione interna e si avviano ora a test in condizioni operative presso utilizzatori finali.
La seconda direttrice riguarda i polimeri fluorurati, come il PTFE, ampiamente utilizzati per le loro proprietà antiaderenti e di resistenza all’usura, ma caratterizzati da problematiche legate alla persistenza ambientale. L’approccio dell’azienda consiste nell’additivazione di tecnopolimeri con grafene per migliorarne resistenza all’abrasione e proprietà superficiali, fino a ottenere in alcuni casi materiali con comportamento elettrico modificato secondo standard industriali. Le soluzioni sono attualmente in fase di validazione in collaborazione con partner industriali.
Nel complesso, l’obiettivo dichiarato è dimostrare come il grafene possa passare da materiale di ricerca a componente funzionale in applicazioni industriali concrete, contribuendo allo sviluppo di alternative più efficienti e potenzialmente più sostenibili in settori ad alta intensità tecnologica.



