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Rete CAUTO: dai rifiuti tessili ai dati per il riciclo

Con THYSAR, 11 tonnellate di tessili analizzate per fibre e colori diventano dati utili a nuove filiere di riciclo.

Da più di 25 anni Rete CAUTO raccoglie rifiuti tessili nel territorio di Brescia e provincia. Ma sapere quanto raccogliamo non significa necessariamente sapere che cosa raccogliamo. È da questa domanda che nasce il lavoro avviato con THYSAR – Textile HYperspectral Sorting Automation for Recycling: trasformare una raccolta territoriale in una fonte di conoscenza capace di orientare nuove filiere di riciclo.

La sfida oggi è diversa da quella di pochi anni fa. La raccolta dei tessili urbani è stata storicamente costruita soprattutto per intercettare capi ancora in buono stato e destinabili al riutilizzo. Dal 1° gennaio 2025, con l’obbligo europeo di raccolta differenziata dei rifiuti tessili, il sistema deve invece confrontarsi con flussi molto più eterogenei, composti anche da prodotti non più riutilizzabili. È necessario quindi scendere di un gradino della gerarchia dei rifiuti e iniziare a lavorare per destinare i rifiuti tessili raccolti anche alla filiera del riciclo. 

Questo cambio di prospettiva modifica anche le informazioni che diventano strategiche. Non basta più classificare un capo come riutilizzabile o non riutilizzabile: per capire quale destino possa avere è necessario conoscerne la composizione fibrosa, il colore e, quando possibile, la presenza di elementi che ne condizionano la lavorabilità.

È qui che entra in gioco THYSAR, tecnologia sviluppata nell’ambito del percorso di innovazione di Rete CAUTO per la selezione automatica dei rifiuti tessili. Il sistema riconosce caratteristiche fisiche dei prodotti e permette di costruire dati strutturati sui materiali raccolti. Non solo, quindi, una macchina che seleziona: uno strumento che consente di conoscere in modo molto più puntuale ciò che attraversa ogni giorno la filiera.

Nell’immagine sopra, THYSAR in azione

50.058 prodotti per fotografare la raccolta

Nei mesi di giugno e luglio 2026 Rete CAUTO ha sottoposto a THYSAR circa 11 tonnellate di materiale tessile, pari a 50.058 prodotti. Il campionamento ha interessato l’intero territorio di Brescia e provincia servito dalla raccolta di Rete CAUTO, secondo le aree classificate nel sistema NANDO: alto Garda, bassa bresciana occidentale, bassa bresciana orientale, basso Garda, Brescia 1-8, Franciacorta, hinterland est, hinterland ovest, hinterland sud, Val Sabbia, Val Trompia.

La modalità con cui è stato costruito il campione consente di considerare i risultati come una fotografia rappresentativa dei flussi che Rete CAUTO intercetta quotidianamente sul territorio.

Il primo dato che emerge è la forte presenza del cotone e delle composizioni in cui il cotone è prevalente. Il Cotton Rich (cotone > 70%) rappresenta il 28,17% dei prodotti analizzati, mentre il cotone 100% il 23,79%. Insieme raggiungono il 51,96% del campione: più di un prodotto su due.

Segue il poliestere 100%, con il 16,86%, mentre il Poly Rich (poliestere > 70%) – tessuti misti in cui il poliestere è la fibra prevalente – rappresenta il 5,08%. Sommando queste quattro categorie si arriva al 73,90% del totale, circa il 74% del materiale analizzato.

Il restante campione è composto da viscosa (6,19%), poliammide o nylon (5,44%), tessuti con lana prevalente (2,24%), acrilico (1,70%), lana (0,73%) e multilayer (0,66%). Il 9,14% rientra invece nella categoria “composizione non classificata con sufficiente affidabilità”, che comprende materiali non riconosciuti e letture non valide.

Dal materiale alla tecnologia di riciclo

Conoscere queste percentuali non significa soltanto descrivere meglio la raccolta. Significa iniziare a capire come indirizzare i diversi flussi verso le tecnologie di riciclo più adatte.

Il cotone, per esempio, può essere destinato prioritariamente a processi di riciclo meccanico fibre-to-fibre, mentre per il poliestere una delle soluzioni individuate è il riciclo chimico del PET. Per i materiali Cotton Rich e Poly Rich entrano invece in gioco processi differenti a seconda della composizione effettiva della miscela e del grado di caratterizzazione raggiunto.

La concentrazione di quasi tre quarti del campione in quattro categorie principali non è soltanto un dato statistico: permette di individuare le priorità su cui orientare la ricerca di tecnologie, interlocutori e sbocchi industriali, concentrando lo sviluppo della filiera sui materiali effettivamente più presenti nella raccolta.

Proprio sulla base dei primi risultati Rete CAUTO ha già iniziato a stringere accordi con soggetti attivi nel riciclo del poliestere e del Poly Rich, così come del cotone e del Cotton Rich: le quattro categorie che, insieme, costituiscono circa il 74% del campione.

Il dato, quindi, smette di essere una semplice statistica e diventa uno strumento di sviluppo della filiera.

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Anche il colore conta

THYSAR permette inoltre di classificare i prodotti in base al colore. Nel campione analizzato la classe più frequente è il multicolor, con il 26,52%, seguita da grigio (16,74%), nero (13,09%), bianco (12,10%) e blu (8,99%).

Anche questa informazione ha un valore concreto. Nel riciclo meccanico separare i materiali per colore può consentire di ottenere fibre già cromaticamente più uniformi, riducendo o evitando successive fasi di tintura; nel riciclo chimico, invece, alcuni coloranti possono incidere sui processi e sulla qualità del materiale rigenerato. Ma il vero salto di qualità arriva quando i dati vengono combinati.

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La “ricetta” per il riciclo

Incrociando fibra e colore, THYSAR permette di sapere non soltanto quanto cotone, poliestere o Cotton Rich è presente nella raccolta, ma anche in quali combinazioni cromatiche questi materiali ricorrono.

È su questa capacità che Rete CAUTO sta costruendo il concetto di “ricetta”: creare lotti omogenei per composizione, colore o combinazione delle due caratteristiche, sulla base delle esigenze specifiche dei riciclatori.

In questo modo si passa da una raccolta massiva, nella quale il contenuto del flusso è conosciuto solo in termini generali, a una selezione puntuale capace di generare materiali con caratteristiche definite e potenzialmente maggiore valore per il mercato del riciclo.

La tecnologia diventa quindi un ponte tra due mondi che oggi ancora faticano a incontrarsi: da una parte grandi quantità di rifiuti tessili post-consumo, dall’altra imprese che per riciclare hanno bisogno di materiali sufficientemente omogenei, tracciabili e disponibili in quantità adeguate.

Quando conoscere significa trasformare

Il lavoro svolto nei primi due mesi di campionamento rappresenta l’inizio di un dataset destinato a crescere. Più dati vengono raccolti, più sarà possibile conoscere nel dettaglio la composizione dei flussi, individuare ricorrenze, costruire lotti mirati e orientare lo sviluppo di nuove relazioni industriali.

Per Rete CAUTO questo significa far evolvere un patrimonio costruito in oltre venticinque anni di raccolta sul territorio: non soltanto intercettare il rifiuto tessile, ma trasformarlo progressivamente in materia conosciuta, caratterizzata e indirizzabile verso una nuova filiera.

Per costruire un vero riciclo tessile, infatti, non basta raccogliere di più. Occorre sapere che cosa raccogliamo.

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