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La fabbrica che impara

Maggio 2025

La fabbrica che impara

Dai modelli generativi alla robotica avanzata, ecco gli scenari aperti

Tutti gli approfondimenti, le interviste e i contenuti del numero raccolti in un formato pratico da leggere

Editoriale

Cosa non troverete in questo numero

Non parleremo di dazi. La volatilità delle dichiarazioni, i repentini cambi di programma e l’eccesso di disinformazione ci spingono a dedicare queste pagine a temi più certi ma non meno utili. Un’osservazione però la vogliamo fare. Gli USA non sono il corpo principale del commercio mondiale. Per dirla con le parole trancianti di Carlo Altomonte, professore alla Bocconi e vicepresidente dell’ISPI: «Se il 13% del commercio mondiale si chiude, ma il restante 87% is open for business, è un problema degli Usa, non del resto del mondo». Non minimizza ma rilancia: «La reazione serena europea dovrebbe essere quella di dialogare con altre ampie porzioni di mondo, raccontando che il sistema di regole globali nell’87% del commercio mondiale continua a valere».

In queste pagine ci rivolgiamo quindi a ciò che continua a esistere e a resistere agli stravolgimenti. A partire dal manifatturiero italiano, che nell’Osservatorio MECSPE mostra segnali di resilienza e pragmatismo: il Piano Transizione 5.0 viene accolto come una leva importante per la digitalizzazione e l’efficienza energetica, anche se ancora poco sfruttata dalle imprese. I contratti di sviluppo e i fondi per il rafforzamento delle filiere produttive rappresentano ulteriori strumenti a disposizione e andremo a esaminarli da vicino. A fare il punto è anche il Centro Studi di Confindustria, che con il rapporto Ingenium 2025 mette in luce la forza dei beni strumentali italiani.

Proprio di innovazione tecnologica si è parlato anche nella tavola rotonda SPS di Treviso, dedicata alla Fabbrica 5.0, intelligente e sostenibile. In questo contesto, l’intelligenza artificiale spopola e il dibattito si arricchisce di prospettive: dai sistemi embedded dotati di acceleratori per AI, capaci di elaborare in tempo reale, fino al design generativo che sfrutta algoritmi e database per creare nuovi prodotti, passando per l’AI responsabile che integra principi etici e cultura aziendale. Il paradigma si evolve anche grazie alla decentralizzazione. In queste pagine infatti parliamo anche di come la blockchain potrebbe diventare l’infrastruttura per un ecosistema AI privo di intermediari. Un’opportunità che si affianca agli strumenti istituzionali europei come il Digital Europe Programme, che dal 2025 al 2027 si pone l’obiettivo di rendere l’UE più competitiva e resiliente.

Nel frattempo, SIRI – Associazione Italiana di Robotica e Automazione – ha celebrato i suoi primi cinquant’anni con un libro e un convegno che ripercorrono l’evoluzione di umanità e robot in un viaggio industriale, culturale e tecnologico. Chiudiamo questo numero allargando lo sguardo al lavoro: tra grandi dimissioni, carichi eccessivi e insoddisfazione diffusa, il rapporto tra vita e professione va ripensato. Ne abbiamo parlato con Silvia Zanella.

In questo numero:

  • Acceleratori AI nei sistemi embedded
  • Fattori abilitanti vs vincoli strutturali
  • Macchine industriali ATC Made in Italy

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