Con STARFISH by iVORY7, dati e know-how diventano automazione operativa nei processi industriali.
Il paradosso dell’AI in fabbrica
Negli ultimi anni si parla sempre più di intelligenza artificiale applicata all’industria. Eppure, nella pratica, sono ancora poche le aziende che riescono davvero a integrarla nei propri impianti.
Il motivo, in molti casi, è più semplice di quanto sembri:
gli impianti non sono pronti.
Secondo iVORY7, l’AI oggi spesso non riesce a essere inglobata in impianto non perché manchi la tecnologia, ma perché tutto quello che c’è sotto — dati, architetture, sistemi — non è progettato per farla funzionare.
I limiti strutturali dell’automazione industriale
L’automazione industriale attuale si basa prevalentemente su due modelli consolidati: distribuzione di moduli I/O sul campo o centralizzazione nei PLC di armadio.
Entrambi gli approcci hanno garantito affidabilità nel tempo, ma oggi mostrano limiti evidenti:
- dipendenza da competenze altamente specialistiche
- complessità nella gestione di cablaggi e componenti
- difficoltà di integrazione tra sistemi eterogenei
- rigidità nelle modifiche e negli aggiornamenti
Questi fattori si traducono in costi elevati, tempi di intervento lunghi e, soprattutto, fermi impianto difficili da gestire. In molti casi, anche la sostituzione di una singola componente può diventare critica, soprattutto quando si tratta di tecnologie non più disponibili sul mercato.
Il vero gap: dati e know-how
Oltre ai limiti infrastrutturali, esiste un problema più profondo: la qualità e l’utilizzo dei dati.
Negli impianti industriali, le informazioni sono spesso:
- non standardizzate
- distribuite su sistemi diversi
- difficili da correlare tra loro
- in certi casi addirittura non immagazzinate in un database
Questo rende complesso costruire modelli di intelligenza artificiale realmente efficaci.
Ma il punto più critico riguarda il know-how operativo.
In molti contesti produttivi, le decisioni migliori non derivano da sistemi automatizzati, ma dall’esperienza degli operatori.
“In molti casi è l’operatore che sa davvero come far funzionare al meglio il processo”, spiega il CTO di iVORY7, Ludovico Stramigioli “Pensa a un biscottificio: è la persona che lavora sulla linea che, in base all’umidità percepita, conosce la temperatura ottimale per la produzione.”
Il risultato è una perdita di valore: il know-how non è scalabile, non è replicabile e non diventa patrimonio aziendale.
Dal limite alla soluzione: un nuovo approccio all’automazione
Per superare questi vincoli, è necessario ripensare l’automazione industriale non solo in termini di controllo, ma di integrazione, flessibilità e valorizzazione dei dati.
In questo contesto si inserisce STARFISH, l’Ecosistema Multilivello sviluppato da iVORY7 per rendere l’automazione più accessibile, scalabile e orientata all’intelligenza operativa.
STARFISH nasce con un obiettivo preciso: portare le Reti Neurali e l’AI realmente negli impianti, superando le barriere tecniche che ne limitano l’adozione.

Un ecosistema multilivello integrato
L’architettura di STARFISH si basa su tre livelli principali:
- SOE (STARFISH Orchestration Engine): il livello cloud che orchestra il sistema e abilita logiche avanzate
- Coordinator: il cervello locale che gestisce la comunicazione tra campo e cloud
- Endpoint: dispositivi distribuiti sul campo che acquisiscono dati ed eseguono logiche operative

Questa struttura consente di uniformare e standardizzare la comunicazione tra i diversi elementi dell’impianto, riducendo la complessità e migliorando la gestione complessiva.
Uno degli elementi distintivi è l’approccio no-code, che permette di configurare dispositivi, integrare sensori e definire logiche senza ricorrere a interventi da parte di programmatori specializzati.
Questo è possibile attraverso le interfacce dei moduli cloud all’interno del SOE e riduce la dipendenza da specialisti esterni e rende l’automazione accessibile e completamente fruibile anche ai tecnici di impianto.
Dalla raccolta dati all’intelligenza operativa
Il vero salto di paradigma avviene nella gestione del dato e nella sua trasformazione in conoscenza applicabile.
STARFISH introduce strumenti che permettono di:
- standardizzare e strutturare i dati di impianto
- costruire dataset affidabili
- sviluppare modelli di Reti Neurali direttamente all’interno del sistema
Attraverso il Configuratore di Reti Neurali e gli Agenti AI, gli operatori possono trasformare la propria esperienza in relazioni strutturate tra variabili, rendendo esplicito il know-how e inserendolo nella logica dei processi.
“L’obiettivo è valorizzare quello che le persone già sanno fare, sottolineare le competenze umane”, afferma il CTO di Stramigioli.
In questo modo, l’intelligenza artificiale non è più un elemento esterno, ma diventa parte integrante dell’operatività quotidiana.
A supporto di questo processo, l’evoluzione della piattaforma include anche componenti di AI agentica, pensate per supportare l’utente nell’interazione con l’impianto e nella configurazione delle logiche. Un ambito in costante in sviluppo, che si inserisce in una visione più ampia di automazione sempre più assistita e accessibile.
Il risultato è un sistema che evolve da semplice monitoraggio a capacità decisionale distribuita.

Risultati concreti per l’industria
Il valore per l’industria sta proprio in questa continuità tra automazione, dati e conoscenza. Un impianto più leggibile è anche più semplice da gestire. Un dato più uniforme è più utile per prendere decisioni. Un know-how strutturato è più facile da trasferire, replicare e proteggere.
Secondo i case study raccolti finora, STARFISH può portare:
- ottimizzazione dei processi nell’ordine del 30–50%
- riduzione dei costi hardware fino al 60%
- diminuzione dei tempi di setup e riconfigurazione fino al 70%
A questi si aggiungono:
- riduzione del downtime
- manutenzione semplificata
- maggiore continuità operativa
- miglior supporto alle decisioni
Si tratta di benefici particolarmente rilevanti in contesti ad alta complessità e intensità operativa.
Scalabilità e applicazioni
STARFISH è progettato per adattarsi sia a nuovi impianti sia a contesti brownfield e progetti di revamping.
La sua architettura consente inoltre di replicare le ottimizzazioni su più siti produttivi, abilitando scenari di orchestrazione multi-plant.

Le applicazioni spaziano in diversi settori industriali, in particolare ambiti ad alta intensità energetica. Questa versatilità deriva dalla combinazione di hardware e software proprietari e da un’architettura progettata per integrarsi con sistemi esistenti. In una fase iniziale del processo di innovazione dell’impianto questo passaggio può essere attuato in parallelo rispetto alle infrastrutture esistenti, al fine di integrarlo in modo ottimale.
Verso un’automazione più intelligente
L’evoluzione dell’automazione industriale non passa solo dall’introduzione di nuove tecnologie, ma dalla capacità di renderle realmente utilizzabili nei contesti operativi.
Questo significa:
- integrare sistemi diversi
- valorizzare i dati
- trasformare il know-how umano in asset strutturato
In questo scenario, l’intelligenza artificiale può finalmente uscire dalla dimensione teorica e diventare uno strumento concreto per migliorare efficienza, qualità e competitività.
Dove incontrare iVORY7
iVORY7 presenterà STARFISH a SPS Italia:
📍 Padiglione 7 – Stand A020
Un’occasione per vedere concretamente come le Reti Neurali e l’intelligenza artificiale possono essere integrati negli impianti industriali e tradotti in valore operativo reale.
