Flint Group: una storia d’inchiostro

Un secolo di colori, qualità e innovazione.

Flint Group Italia S.p.A. è stata recentemente riconosciuta dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi come impresa storica, un riconoscimento che premia più di cento anni di attività ininterrotta nel settore degli inchiostri da stampa. Un risultato prestigioso, che non solo celebra la longevità di un’azienda ma testimonia anche la capacità di adattamento, innovazione e crescita in un mercato altamente competitivo.

Le origini: un’intuizione svizzera nel cuore di Milano

Tutto ha inizio nel 1909, quando Oscar Russenberger, cittadino svizzero, apre a Milano, in via Solferino, una piccola ditta individuale per il commercio di inchiostri per arti grafiche. È un’attività pionieristica, situata proprio nella storica strada dove ha sede il Corriere della Sera. Nel 1915 l’impresa viene rilevata dalla famiglia Bonelli, già attiva nel commercio di colori e vernici, e nasce così la Fabbrica Italiana di Colori ed Inchiostri da Stampa con sede in via Correggio. Dal 18 dicembre 1915, l’azienda risulta regolarmente iscritta al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Milano.

«Questa è un’azienda con radici profonde e una memoria industriale importante. Io sono molto più giovane dell’azienda, è incredibile a dirsi, ma è così – racconta sorridendo Rosanna Santorelli, Managing Director di Flint Group Italia –. Alcune attrezzature risalgono ancora agli anni Sessanta e sono perfettamente funzionanti. Questo dice molto sulla qualità e sulla cura con cui si è sempre lavorato qui.»

Crescita, specializzazione e resilienza

Nel corso dei decenni, l’azienda si è sviluppata in modo costante. Già negli anni Trenta affianca alla produzione di inchiostri quella di colori secchi, pigmenti e vernici. Il 1930 segna una tappa cruciale con l’acquisizione della INIS (Industria Nazionale Inchiostri da Stampa) di Settimo Torinese, specializzata in inchiostri calcografici per carte valori. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la società dimostra grande resilienza, avviando nuove linee produttive come le vernici per litolatta e le pitture mimetiche per uso militare. Nel 1945 inaugura il primo impianto per la produzione di resine gliceroftaliche e formofenoliche.

Il dopoguerra e il boom economico

Gli anni del secondo dopoguerra rappresentano un periodo di espansione dinamica. Tornata nella sede di Corso Lodi, l’azienda coglie l’opportunità della riapertura dei mercati internazionali, puntando sugli inchiostri rotocalco. Nel 1947 fa il suo ingresso nel settore degli inchiostri per imballaggi flessibili. Il boom economico degli anni Cinquanta spinge a nuovi investimenti: viene costruito un impianto a Roma nel 1957 e, tra il 1957 e il 1958, nasce lo storico stabilimento di Bollate (Milano), che diventa il cuore produttivo e commerciale dell’azienda.

«Lo stabilimento di Cinisello Balsamo è stato progettato nel 1959 da Caccia Dominioni. La parte uffici è ancora oggi esteticamente molto curata, con una scala che all’epoca chiamavano ‘da matrimonio’. Il Cavaliere Bonelli non badò a spese, ma d’altronde era ancora una realtà italiana, molto radicata e ambiziosa», aggiunge Santorelli.

Fusioni, nuove proprietà e internazionalizzazione

Nel 1962 avviene un passaggio epocale: l’azienda viene acquisita dalla multinazionale americana Interchem. Dopo una profonda ristrutturazione industriale nasce FICIS-Interchem, che nel 1969 si fonde con la concorrente ICI dando origine a ICIFICIS. Nel 1974 viene fondata RM Italia a Bollate, specializzata in prodotti per carrozzeria. E’ il 1979 quando la proprietà passa a INMONT Italiana.

Nel 1985 è la volta del colosso tedesco BASF AG che acquisisce tutte le attività del gruppo Inmont: la ragione sociale diventa BASF Vernici e Inchiostri S.p.A. Negli anni Novanta, l’azienda si espande ulteriormente attraverso l’acquisizione di Glasurit Italiana e Kast + Ehinger Italiana. Bollate diventa centro mondiale per le specialità Pantone e vernici UV, mentre Caronno Pertusella si specializza nelle resine.

«Negli anni Novanta si rafforza anche la nostra distribuzione sul territorio italiano e si investe molto in specializzazione. Ogni sito produttivo ha una mission ben definita, il che ha permesso una grande efficienza industriale», sottolinea Santorelli.

Dal Duemila a oggi: innovazione, sostenibilità e globalizzazione

Nel 2000 BASF introduce SAP e converte la contabilità in euro, tra le prime in Europa. Ma nel 2004 decide di uscire dal settore degli inchiostri, cedendo l’attività a CVC Capital Partners: nasce così XSYS Print Solutions. L’anno successivo, con la fusione con Flint Ink, nasce ufficialmente Flint Group, oggi uno dei principali gruppi mondiali del settore.

Storia FGI

«Flint arriva ufficialmente nel 2006. È un gruppo solido, presente a livello globale, ma che ci ha permesso di mantenere una forte identità locale, un valore per chi lavora qui da decenni», commenta Santorelli.

Nel 2018 Flint Group Italia acquisisce Fram S.r.l. ed Eston Chimica S.r.l., rafforzando la presenza nel settore degli inchiostri ad acqua. Nello stesso anno nasce Flint CPS Inks Italia S.r.l., controllata al 100%.

Presente e futuro di un’eccellenza industriale

Oggi Flint Group Italia è un riferimento nei settori della stampa e degli imballaggi, con una particolare attenzione alla sicurezza alimentare, alla ricerca su nuovi materiali e alla sostenibilità ambientale.

Con sedi operative a Cinisello Balsamo, Caronno Pertusella, Baranzate e Cadoneghe (Padova), l’azienda continua a investire in innovazione e formazione, mantenendo viva una missione che unisce passato e futuro.

«Oggi la sfida è essere sostenibili senza rinunciare alla performance. I nostri team lavorano ogni giorno per creare inchiostri sempre più sicuri, performanti, e compatibili con i materiali più innovativi. Ma anche per garantire un ciclo produttivo responsabile. Questo è il nostro modo per onorare il passato guardando avanti», conclude Santorelli.

Un secolo di storia, e ancora tanto inchiostro per scrivere.

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