Proteggere l’elettronica connessa è un investimento strategico
Francesco Not unisce progettazione hardware avanzata e compliance normativa per trasformare la cybersecurity in vantaggio competitivo.
In un mondo dove ogni dispositivo connesso può diventare una porta d’accesso per minacce invisibili, Francesco Not si muove con l’esperienza, maturata sul campo, di chi ha visto evolvere le sfide della sicurezza elettronica. “La vulnerabilità più grande? I progettisti stessi”, afferma con schiettezza. “Troppo spesso progetti brillanti vengono sviluppati senza considerare aspetti di sicurezza. E’ come costruire una casa con le serrature di cartone: qualcuno riuscirà ad entrare, non è una questione di “se”, ma di “quando”!”.
Progettista elettronico con più di 20 anni di esperienza e con un forte background nella cybersecurity, Francesco promuove un principio semplice e imprescindibile: la sicurezza non è un’aggiunta a posteriori, ma una componente fondamentale nella progettazione di prodotto.
Un viaggio tra innovazione, sicurezza e mercato
“Quando parliamo di sicurezza hardware, molti pensano a tecnologie militari e complessi sistemi strategici”, spiega Francesco. “In realtà, il problema riguarda tutti: dal termostato smart che regola la tua casa alle macchine industriali che producono farmaci”.
Un esempio emblematico? “Un forno intelligente connesso alla rete di casa sembra innocuo, ma se compromesso può diventare una porta d’accesso per attacchi più gravi, come il furto di dati aziendali via VPN”. Ancora più critico il settore medicale: “Un dispositivo diagnostico vulnerabile, connesso alla rete ospedaliera, se violato può mettere a rischio l’intera struttura operativa”. Francesco spiega: “Chi ha iniziato a progettare l secolo scorso non è abituato a pensare alla sicurezza come priorità. Oggi, però, le normative europee impongono standard stringenti, e molte aziende si ritrovano impreparate”.
Nel panorama complesso dell’elettronica sicura, Francesco Not si è affermato come riferimento per quelle realtà che vogliono trasformare la sicurezza da adempimento obbligatorio a forte leva di mercato.
Dall’innovazione alla conformità: Una sfida multilivello
Con l’entrata in vigore delle nuove norme RED e del Cyber Resilience Act europeo, l’urgenza si fa concreta. “Dal 2025, sicurezza e aggiornamenti continuativi saranno requisiti obbligatori per qualsiasi prodotto connesso. Le aziende devono agire ora, o rischieranno di perdere l’accesso ai mercati”.
Questo cambiamento epocale spiega perché i clienti lo scelgono: per la capacità di tradurre rischi tecnici in implicazioni business, per l’approccio ibrido che unisce competenze da progettista e consulente. Per aziende che navigano nella complessità tecnica e normativa del mondo moderno, Francesco Not rappresenta più di un consulente: è un alleato che trasforma la sicurezza da costo a leva strategica.
Sicurezza in pratica: dal laboratorio all’analisi del rischio
Nel suo laboratorio, Francesco effettua analisi dettagliate su schede e dispositivi, identificando punti deboli reali, non ipotetici.
Fuori dal laboratorio, aiuta imprenditori e direttori tecnici a comprendere i rischi in termini operativi e decisionali.

Uno dei suoi strumenti chiave è l’analisi strutturata del rischio di prodotto, metodologia che combina tecnica e contesto d’uso. “Non basta dire ‘questo circuito è vulnerabile'”, precisa. “Devi capire chi potrebbe attaccarlo e perché: il concorrente che vuole rubare segreti industriali? Smanettone che trova online uno strumento di attacco? O peggio, il dipendente che disattiva i controlli per comodità o malizia?”.
Il metodo di Francesco si basa su un’analisi strutturata del rischio:
- Contesto: dove e da chi verrà usato il prodotto? Chi ne avrà accesso?
- Vettori di attacco: errori umani, competitor, attaccanti opportunistici, dipendenti malevoli.
- Tecnologie difensive: crittografia hardware, protezioni contro il reverse engineering.
“Non basta sapere che un circuito è vulnerabile,” precisa Francesco. “Serve capire chi potrebbe attaccarlo, come e perché.”
“Facciamo un test di penetrazione: prima simuliamo un ragazzino con strumenti trovati online, poi un hacker esperto con strumenti sempre più sofisticati. Se il sistema regge, siamo sulla buona strada”.
Reverse Engineering Elettronico: garantire la continuità operativa
Un servizio particolare che offre è il reverse engineering legale, rivolto ad aziende che devono mantenere in vita prodotti obsoleti ma ancora fondamentali per il loro business. “Capita spesso che la documentazione originale sia andata persa o che il fornitore non sia più reperibile”, commenta. “In questi casi, ricostruiamo le schede elettroniche pezzo per pezzo, permettendo alle aziende di estendere il ciclo di vita dei prodotti senza investimenti proibitivi”. Questo approccio si è rivelato prezioso anche per i distributori alle prese con prodotti chiusi che creano lock-in tecnologico. “Spesso aiutiamo aziende a ricostruire dispositivi di cui hanno perso i sorgenti originali, sfruttando le eccezioni normative europee sul diritto alla riparabilità, concorrenza e interoperabilità”.
Per Francesco, il reverse engineering “non è solo una soluzione tecnica, ma una scelta strategica contro l’obsolescenza forzata, capace di valorizzare gli investimenti esistenti e garantire la resilienza dei sistemi.”, riflette.
Oltre la tecnica: la sfida culturale
Quello di Francesco è anche un lavoro di evangelizzazione. “In molti altri Paesi Europei la cybersecurity hardware è nel DNA aziendale. In Italia dobbiamo ancora superare l’idea che sia roba da film di spionaggio”. Per questo dedica tempo a formazione e divulgazione, con un linguaggio lontano dai tecnicismi.
Francesco chiude con una provocazione: “Mi chiedono spesso se un prodotto è ‘abbastanza sicuro’. La risposta è sempre: dipende da cosa vuoi proteggere. La vera domanda è: quanto vale quello che stai costruendo, e quanto sei disposto a perdere?“. Una riflessione che coglie l’essenza del suo approccio: trasformare la sicurezza da problema a vantaggio competitivo.
La sicurezza non può più aspettare
Da oggi, essere conformi non è più un’opzione: è una condizione per restare sul mercato.
Se vuoi trasformare l’obbligo normativo in un’opportunità di crescita, parliamone ora.
E’ il momento di agire: un approccio sicuro oggi, un vantaggio competitivo domani.
Progettare sicuro non è un costo: è il tuo nuovo vantaggio competitivo.
