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Le startup sostenibili sorpassano le altre
Entrata della sede di Norrsken Foundation a Stoccolma

Per la prima volta i ricavi delle imprese certificate superano quelli del resto del comparto innovativo

Le startup a significativo impatto sociale e ambientale sono, in Italia, l’unico segmento in crescita di un ecosistema che nel complesso si contrae. Lo certifica il Report SIM 2025, pubblicato dal Social Innovation Monitor del Politecnico di Torino con ICCSI e InnovUp come partner istituzionali: a fine 2024 le startup innovative operative in Italia erano 9.923, in calo del 7,2% sull’anno precedente, mentre quelle certificate a impatto sono salite a 711, l’11,1% in più rispetto al 2023. La loro quota sul totale è passata dal 3,1% del 2020 al 7,2% del 2024, una crescita costante che ribalta la traiettoria del resto del comparto.

Le tre forme della sostenibilità d’impresa

Il report distingue tre forme che possono qualificare un’impresa a impatto: le Startup Innovative a Vocazione Sociale (SIaVS), le Società Benefit e le B Corp, collocate in uno spettro che va dalle organizzazioni non profit pure alle imprese for-profit tradizionali. Le SIaVS restano una nicchia, 165 unità con una crescita del 16,2%, mentre le due certificazioni ibride si affermano come standard di riferimento: le Società Benefit toccano quota 3.580, il 28,1% in più rispetto al 2023 e di cui 580 sono anche startup innovative, e le B Corp arrivano a 313, in aumento del 13,4%.

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Ricavi, il sorpasso

Il dato più significativo riguarda però la performance economica. Per la prima volta le startup a impatto superano le altre sia nei ricavi medi, 157.100 euro contro 142.100, sia in quelli mediani, 21.400 euro contro 18.000: un ribaltamento rispetto ai report degli anni scorsi, quando il fatturato delle imprese a impatto restava sistematicamente sotto la media. Hanno inoltre più soci, 8,5 in media contro 4,5, e restano concentrate soprattutto al Nord, dove si trova il 67,9% del campione contro il 53,9% delle altre startup. Tra le tredici migliori startup a impatto selezionate dal report per il 2025, i ricavi medi salgono a 8,06 milioni di euro con una crescita del 173%, ventidue dipendenti in media e 4,67 milioni raccolti: per lo più aziende software.

La tendenza non è solo italiana. La classifica Norrsken Impact 100 conta ogni anno una cinquantina di startup europee tra le cento più promettenti al mondo, con la climate tech tra i settori più rappresentati. In Germania, il Green Startup Report 2026 del Borderstep Institut segnala una crescita che rallenta perché capitali e attenzione si spostano verso intelligenza artificiale e sicurezza, pur mantenendo un’intensità brevettuale più che doppia rispetto alla media.

Sullo sfondo resta il tema normativo. Il quadro delle startup innovative è cambiato a fine 2024 con lo Scale-up Act, che ha riformato la norma di riferimento anche per gli incentivi Smart&Start. La raccolta dati del Report SIM si è chiusa prima dell’entrata in vigore delle nuove regole: il campione fotografa quindi l’ecosistema con i vecchi requisiti di accesso e permanenza nel registro, senza ancora cogliere l’effetto della riforma.

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Tra norme e Venture Capital

Un effetto che si intreccia con quanto emerge dall’ultimo report trimestrale di Growth Capital – Italian Tech Alliance sul venture capital italiano. Nel primo semestre 2026 sono stati investiti 813 milioni di euro in 145 operazioni, con un solo round sopra i 100 milioni. Nel secondo trimestre le operazioni salgono a 76 per 402 milioni. Sull’intero semestre, rispetto allo stesso periodo del 2025, il numero di round scende di circa un terzo, mentre l’importo complessivo resta pressoché stabile: meno operazioni, di taglia mediamente più grande. Il software resta il settore che attira più aziende, davanti a scienze della vita e deep tech; quest’ultimo comparto pesa ormai l’11% dei finanziamenti complessivi, contro il 5% di cinque anni fa. Il segnale meno incoraggiante riguarda le fasi iniziali: gli investimenti pre-seed e seed calano in modo sensibile, un effetto che Growth Capital collega alla sospensione di alcuni incentivi fiscali.

Nonostante il rallentamento nelle prime fasi, il report resta cautamente ottimista: gli 813 milioni raccolti nel semestre confermano un avvio solido dell’anno e, al netto dei mega round, il secondo trimestre 2026 è il secondo migliore di sempre, con media e mediana dei round in crescita, segnale di un ecosistema in fase di maturazione.

Appuntamento a SMAU

Per conoscere da vicino questo ecosistema l’appuntamento più rilevante è SMAU, in programma il 3-4 novembre a Milano, le cui aree tematiche già annunciate per l’edizione 2026 confermano la fotografia del mercato. Ci sarà infatti una sezione Sustainability dedicata a pratiche ecologiche, sociali ed economiche d’impresa, una su Emerging Technologies (AI, IoT, blockchain, stampa 3D) e una su Energy con focus su green tech ed economia circolare,  oltre alla consueta area startup con più di 180 aziende partecipanti e il Premio Innovazione SMAU. 

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