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Piegatura semiautomatica: tecnologia e competenze

Automazione e formazione evolvono insieme: per sfruttare la piegatura tangenziale servono tecnologia e fondamentali solidi.

Nel mondo della lavorazione della lamiera si parla sempre più di automazione, digitalizzazione, intelligenza artificiale e nuove tecnologie. Ma per molte aziende la sfida rimane concreta: aumentare la produttività, mantenere costante la qualità e gestire commesse sempre più complesse anche in presenza di una disponibilità limitata di manodopera specializzata.

È in questo contesto che la piegatura semiautomatica rappresenta una risposta concreta. Non una promessa di fabbrica completamente automatizzata, ma una soluzione già disponibile per intervenire sui problemi quotidiani della produzione, riducendo il peso delle attività più gravose e la dipendenza dall’abilità individuale dell’operatore.

La semiautomazione cambia il processo

L’automazione che Evomach porta in produzione nasce dalla piegatura tangenziale sviluppata dal partner tedesco Schröder Group. Nelle configurazioni semiautomatiche, la tecnologia integra sistemi che riducono la necessità di movimentare manualmente il pezzo durante la lavorazione.

Il sistema di avanzamento automatico a ventose gestisce la movimentazione della lamiera, mentre la tecnologia Up-and-Down consente di eseguire pieghe positive e negative senza che l’operatore debba accompagnare o riposizionare manualmente il pezzo tra una fase e l’altra.

A completare il sistema interviene il controllo POS3000, che permette di simulare l’intera sequenza di piega prima dell’avvio della produzione. È un supporto importante per visualizzare le diverse fasi della lavorazione e verificare il processo prima di portarlo sul pezzo.

Il valore della soluzione, quindi, non sta soltanto nella velocità della macchina. Il cambiamento riguarda il processo: una parte delle attività di movimentazione e gestione della lamiera viene trasferita dalla persona alla tecnologia, rendendo la lavorazione più prevedibile e costante, e riducendo la dipendenza dalle competenze individuali nella fase operativa.

È un aspetto particolarmente significativo per le aziende che devono gestire commesse caratterizzate da geometrie articolate e requisiti estetici sempre più stringenti. La possibilità di strutturare maggiormente la sequenza di lavorazione contribuisce a governare tempi, qualità e ripetibilità.

Semiautomazione, però, non significa eliminazione dell’operatore. La persona rimane al centro del processo, con un ruolo di supervisione e controllo. A cambiare è soprattutto il carico fisico e operativo: la macchina si fa carico di una parte delle attività che prima richiedevano un intervento diretto e continuo.

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Più tecnologia, più competenza

Ed è proprio qui che emerge un punto fondamentale. Se le macchine diventano sempre più evolute, perché è ancora necessario investire nei fondamentali della piegatura?

Perché una tecnologia esprime il proprio potenziale soltanto quando chi la utilizza e chi ne progetta le lavorazioni possiede le competenze necessarie per governarla.

Automazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale cambiano gli strumenti a disposizione delle aziende, ma non eliminano la necessità di comprendere il processo. Al contrario, diventa ancora più importante sapere come impostare correttamente una lavorazione.

Geometrie, tolleranze, materiali e parametri macchina restano elementi fondamentali. Prima ancora di arrivare alla produzione, occorre infatti saper progettare il pezzo tenendo conto delle caratteristiche della tecnologia con cui verrà realizzato.

È il passaggio dall’utilizzare una macchina all’ingegnerizzare una lavorazione per quella macchina.

Per la piegatura tangenziale questo approccio assume particolare importanza. La tecnologia può offrire possibilità differenti rispetto ai processi tradizionali, ma per sfruttarle è necessario conoscere come progettare correttamente il pezzo e interpretarne le caratteristiche in funzione del processo produttivo.

La vera innovazione, quindi, non si esaurisce nella dotazione tecnologica. Inizia nella fase in cui il pezzo viene pensato, progettato e preparato per essere prodotto.

Dalla tecnologia alla formazione

È su questo presupposto che Evomach ha sviluppato, insieme all’Accademia della Piegatura, una serie di attività dedicate alla diffusione della cultura tecnica.

Il percorso comprende il webinar e il contest tecnico “Piegatura Tradizionale vs. Piegatura Tangenziale”, nato per mettere a confronto i due approcci e analizzare alcune delle criticità della piegatura tradizionale, dalla gestione dei pezzi di grandi dimensioni alla sicurezza dell’operatore e alla presenza di segni superficiali.

Un ulteriore tassello è il Corso di Ingegnerizzazione per la Piegatura Tangenziale, dedicato alla progettazione della lavorazione e all’analisi di geometrie, tolleranze, materiali e parametri macchina.

La formazione è stata portata direttamente sulla macchina, con una giornata pratica insieme ai tecnici Evomach sulla Schröder MAK 4 Evolution UD, pannellatrice semiautomatica. L’obiettivo è stato mostrare concretamente come affrontare progetti complessi e trasformarli in manufatti reali.

Durante l’attività è stato affrontato anche il caso di Officine Ortiga, relativo alla piegatura di una rete metallica caratterizzata da pochi punti di presa. Un esempio che ha permesso di evidenziare le possibilità della tecnologia tangenziale in una situazione nella quale la gestione del pezzo rappresenta una criticità per una pressopiega tradizionale.

Alla formazione pratica si affianca il manuale tecnico dedicato alla piegatura tangenziale, realizzato da Evomach in collaborazione con l’Accademia della Piegatura. Un testo pensato per fornire al mercato uno strumento dedicato alla comprensione della tecnologia, con casi studio e analisi comparative.

Nasce Evomach Academy

Queste attività rappresentano la base di un progetto più ampio: Evomach Academy, oggi in fase di sviluppo.

L’obiettivo è integrare l’esperienza di Evomach nella tecnologia della piegatura tangenziale con le competenze e le attività dell’Accademia, creando un percorso formativo capace di colmare il divario tra la capacità della macchina e la competenza di chi la progetta e la utilizza.

Il principio è semplice: investire in una tecnologia evoluta significa anche essere in grado di sfruttarla. Una macchina può gestire l’avanzamento del pezzo, automatizzare parte della sequenza e simulare una lavorazione, ma il valore di queste funzioni dipende dalla capacità di progettare correttamente il processo e di governarlo in produzione.

Per Evomach, quindi, la formazione non è un’attività separata dalla tecnologia, ma una componente dello stesso investimento.

In un settore nel quale strumenti e processi cambiano rapidamente, tornare ai fondamentali non significa guardare indietro. Significa creare le condizioni per utilizzare meglio ciò che l’innovazione mette a disposizione.

La piegatura semiautomatica è una risposta concreta alle esigenze della produzione di oggi. La formazione è ciò che permette alle aziende di trasformare questa tecnologia in un vantaggio competitivo reale.

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