Logo
U
Sviluppo Competenze, secondo round per la formazione digitale e green delle PMI del Sud
Riunione di formazione per sviluppo competenze

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha aperto un secondo sportello per «Sviluppo competenze», il regime di aiuto che finanzia la formazione dei dipendenti delle piccole e medie imprese del Mezzogiorno su innovazione tecnologica, transizione verde e digitale. Dopo la chiusura della prima finestra, il 23 giugno scorso, con domande per oltre 37,5 milioni di euro, è stata aperta una nuova finestra dal 10 settembre al 21 dicembre. Le imprese potranno infatti utilizzare i circa 12,4 milioni ancora disponibili sui 50 complessivi stanziati per la misura.

Chi può accedere a Sviluppo Competenze

La misura rientra nell’Azione 1.4.1 del Programma nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027 (PN RIC). Si rivolge esclusivamente alle micro, piccole e medie imprese con sede operativa in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Per accedere occorre:

• essere regolarmente iscritte e attive al registro delle imprese;

• non trovarsi in liquidazione o in procedure concorsuali;

• avere depositato almeno un bilancio (o una dichiarazione dei redditi, per ditte individuali e società di persone);

• essere in regola con eventuali revoche di agevolazioni pregresse.

Formazione digitale e green: cosa finanzia la misura

In concreto, finanzia percorsi di formazione per il personale dipendente su tre filoni:

1) le traiettorie della Strategia nazionale di specializzazione intelligente;
2) le tecnologie individuate dal regolamento europeo STEP;
3) i processi di transizione verde e digitale.

I progetti devono avere un costo ammissibile compreso tra i 10mila e i 60mila euro, essere affidati a formatori o società di consulenza indipendenti con esperienza comprovata negli ultimi tre anni, avviarsi entro sei mesi dalla concessione e concludersi entro dodici, con proroga possibile di altri sei. È prevista anche la possibilità di presentare progetti integrati sovraregionali, che possono coinvolgere fino a dieci imprese insieme.

Contributi fino al 70% e modalità di presentazione

Il contributo a fondo perduto, concesso in regime de minimis, copre il 50% delle spese ammissibili. Per i progetti sovraregionali sale di 20 punti percentuali per micro e piccole imprese e di 10 per le medie, arrivando quindi fino al 70% e al 60%. Il tetto massimo di spesa, 60 mila euro, porta il contributo teorico più alto a 42 mila euro per singolo progetto. Una quota pari al 40% delle risorse complessive è riservata alle imprese delle filiere automotive e moda-tessile-arredamento. Il Ministero considera questi due comparti prioritari nella duplice transizione.

A differenza di molti bandi «a sportello», l’assegnazione non segue l’ordine cronologico di arrivo delle domande ma una procedura valutativa a graduatoria, basata sui criteri del decreto ministeriale del 4 settembre 2025 e sull’eventuale possesso di certificazioni previste dalla normativa. Le domande, sempre tramite la piattaforma di Invitalia, vanno presentate una sola volta: chi ha già partecipato al primo sportello non può farlo di nuovo, nemmeno per un progetto formativo diverso.

Vuoi approfondire questo argomento e confrontarti con un esperto del settore?

Potrebbe interessarti anche