La pianificazione e la collaborazione della Supply Chain non sono più un’opzione.

 

Il Fashion&Luxury (F&L) è stata una delle industrie più colpite dal COVID-19, inizialmente a causa di ritardi e cancellazioni da parte dei fornitori critici e successivamente a causa dei lockdown che hanno interessato siti di produzione e negozi, obbligati a chiudere di volta in volta in tutto il mondo.

Durante questa tempesta, le aziende sono state spinte dall’esterno e dall’interno a diventare più agili, cioè a stabilire un processo di pianificazione della Supply Chain che generi rapidamente piani allineati alle nuove condizioni in continua evoluzione, a poterli condividere facilmente tra tutti gli attori e ad essere in grado di realizzare operativamente il nuovo piano.

Lo scenario tipico delle aziende F&L riguardo la capacità di pianificare l’intera catena di fornitura pre-covid era il seguente: la maggior parte delle aziende basava la propria pianificazione su fogli di calcolo o su soluzioni molto semplici, non in grado di integrare tutti i dati di domanda e offerta e di valutare contemporaneamente tutti i principali vincoli critici dei processi produttivi” dice Paolo Barbagallo, Industry Manager F&L per il gruppo sedApta.

Il piano veniva creato a frequenza tipicamente settimanale (o bisettimanale) e non era possibile creare piani alternativi. Diversi reparti delle aziende poi continuavano a soffrire dell’effetto silos: ogni dipartimento aveva il proprio piano e la riconciliazione risultava difficile.

Quando uno strumento di Supply Chain Planning (SCP) viene invece attivato a supporto del processo di pianificazione, le aziende riescono a reagire meglio ai cambiamenti, con conseguenti risparmi sui costi, ottenendo:

  • migliore sincronizzazione sulle date pianificate;
  • maggiore fattibilità del lancio in produzione;
  • maggiore utilizzo della capacità;
  • più puntualità nelle consegne ai Ce.Di.;
  • compressione dei lead-time di produzione.

“Nel mondo F&L, le scadenze sono sempre più stringenti e la pianificazione ricopre un ruolo fondamentale”, continua Paolo Barbagallo “i materiali e le capacità per le collezioni one-shot sono condivisi con i prodotti stagionali e permanenti”.

Un software di SCP può facilmente evidenziare ad un pianificatore l’indisponibilità di un materiale necessario per un prodotto di una “capsule” collection, rispetto alla produzione di un prodotto stagionale, ma la decisione potrebbe richiedere il coinvolgimento di una community più allargata. Per questo gli strumenti moderni di pianificazione dovrebbero supportare gli utenti con nuove funzionalità collaborative e con un flusso decisionale orchestrato che coinvolga i manager giusti sullo specifico problema.

I flussi orchestrati devono avere l’obiettivo finale di consentire una maggiore collaborazione tra funzioni, basata su processi prima progettati in azienda e poi digitalizzati; una soluzione collaborativa deve essere:

  • trasversale ai sistemi, per coinvolgere la persona giusta indirizzandola nell’applicativo/sistema corretto;
  • flessibile, in grado di gestire facilmente le eccezioni, aggiungendo gli utenti necessari al processo decisionale disegnato o altre attività non pianificate.

Una volta prese le decisioni, tutti i dati storicizzati saranno a disposizione per permettere future analisi del processo, dei problemi e delle soluzioni, all’interno di un processo di miglioramento continuo.

Un processo di pianificazione con una collaborazione moderna e fluida all’interno di un’azienda aiuta a migliorare il processo decisionale, ma per prendere la decisione giusta spesso è necessario estendere anche la visibilità all’esterno dell’azienda: le perturbazioni infatti possono iniziare a manifestarsi nella rete esterna dei terzisti e dei fornitori. La visibilità è un elemento non negoziabile per una Supply Chain agile. I dati dei propri fornitori sono fondamentali per avere un quadro completo della situazione e devono essere integrati in modo automatico, ed allo stesso tempo flessibile, in un unico punto, rimuovendo le barriere di integrazione dei vecchi sistemi legacy.

Con i dati aggiornati della filiera, immediatamente integrati negli strumenti di pianificazione, le aziende possono comprendere meglio gli impatti sui piani esistenti e possono iniziare a simulare azioni correttive, prendendo le decisioni al momento più opportuno.

Attraverso la moderna tecnologia, le simulazioni possono essere preparate, lanciate e analizzate in un unico punto: un ambiente che non solo mette a disposizione tutti i dati e i relativi KPI, ma dove si possono anche controllare e valutare gli scenari alternativi. Per supportare il processo decisionale in una logica end-to-end, queste simulazioni devono poter attraversare tutti i processi di pianificazione in tempi rapidi.

Questo ulteriore step della pianificazione agile è quello che è davvero in grado di trasformare gli scenari simulativi futuri in decisioni aziendali efficaci.


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