18/11/2021

 

Packaging, molto più che un semplice imballaggio

 

CAMILLA FERRANDI

 

Il packaging è diventato una delle caratteristiche fondamentali dei prodotti, capace di incidere sulle decisioni d’acquisto degli italiani e, soprattutto, sulla loro percezione della sostenibilità di ciò che comprano.

 

“Sostenibilità” è la parola d’ordine: dalle piccole azioni quotidiane alle agende dei governi di tutto il mondo, la tutela dell’ambiente è un diktat che non può essere più ignorato, da nessuno.
Ed è proprio lo sviluppo sostenibile il leitmotiv del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che prevede un miliardo e mezzo di investimenti per interventi che guardano all’economia circolare. Cosa può aiutare imprese e consumatori ad essere parte attiva della transizione ecologica? Un ruolo di rilievo è rivestito dal packaging. Per un consumatore su tre, infatti, la scelta di un prodotto, oltre che dai metodi di produzione, è orientata dall’imballaggio, come mostrano i risultati della terza edizione dell’Osservatorio Packaging del largo consumo, realizzato da Nomisma in collaborazione con SpinLife-Università di Padov

Secondo l’indagine, un italiano su quattro sceglie i prodotti in base alla sostenibilità del loro imballaggio. Nel 2020, il 14% dei consumatori ha smesso di comprare articoli le cui confezioni non presentavano elementi di sostenibilità, e più del 50% degli intervistati ha affermato che potrebbe farlo in futuro. Solo il 7% ha dichiarato di non essere interessato al packaging quando acquista un prodotto. Il restante 93% pone attenzione a:

  • l’assenza di overpackaging (55%);
  • la riciclabilità (43%);
  • la presenza di materie prime derivanti da fonti rinnovabili o a ridotte emissioni di CO2 (43%);
  • la presenza di materiale compostabile o biodegradabile (41%);
  • la totale assenza di plastica (32%).

 

 

La relazione tra ambiente e packaging emerge anche dalle funzioni che gli italiani attribuiscono all’imballaggio: il 47% degli intervistati afferma che quest’ultimo deve contribuire a definire la sostenibilità del prodotto, percentuale superata solo dalla capacità della confezione di conservare i prodotti (66%) e di proteggere le loro proprietà organolettiche quando si tratta di alimenti (60%). A seguire, il packaging come modalità di comunicazione delle caratteristiche del prodotto (35%). Da questo punto di vista, gli intervistati si sono detti insoddisfatti rispetto alle informazioni a loro disposizione per stimare la sostenibilità di un articolo da acquistare (il 26% dice di non avere informazioni, il 64% afferma di volerne di più). Secondo il 75% dei consumatori le etichette dovrebbero essere più esaustive.

Nonostante l’importanza rivestita dalla sostenibilità del packaging nella scelta di un prodotto, la maggior parte degli italiani (53%) non è disposta a pagare di più per avere un imballaggio green. Questo, come osservano da Nomisma, mostra che gli italiani vedono nella sostenibilità della confezione un “valore intrinseco” del prodotto. Dunque, diventa fondamentale per le aziende comunicare al meglio cosa significa utilizzare un packaging sostenibile e, soprattutto, quanto scegliere questo tipo di confezioni rappresenti un vantaggio concreto per l’ambiente.


Secondo gli italiani, dunque, il best packaging è sostenibile, accessibile, responsabile, informativo e trasparente. E sono state proprio queste caratteristiche ad orientare la scelta della giuria del contest Best Packaging 2021, nell’ambito del Re-Economy Summit de Il Sole 24 Ore, che si è tenuto lo scorso 19 ottobre. Si tratta di prodotti che vanno dal settore alimentare a quello cinematografico, e che costituiscono un esempio di come le imprese, appunto, possono dare il loro contributo per favorire transizione ecologica. Sono otto i premi assegnati:

  • il monoclip di Coop, una cruccia in materiale plastico PS interamente proveniente dal recupero di scarti industriali, che può essere riutilizzata dal consumatore come appendiabiti o pinza/molletta;
  • il Pouch 5 di Gualapack, un imballaggio monomateriale per alimenti sia a caldo che a freddo, costituito per oltre il 90% da polipropilene, quindi facilmente riciclabile. Inoltre, ha la capacità di mantenere totalmente inalterate le proprietà del prodotto essendo caratterizzato da alta barriera all’ossigeno e al vapore acqueo;
  • il Globetrotter di Lucy plast, un sistema brevettato per l’imballaggio, la movimentazione e lo stoccaggio di bobine di film industriale. Proposto come soluzione alternativa all’uso del legno, garantisce gli stessi standard prestazionali. Prodotto con materiali tracciati, riciclabili e ristampabili potenzialmente all’infinito, risponde totalmente ai principi dell’economia circolare;
  • il Compoflex System di Sacchital per Colussi, linea di imballaggi 100% compostabili, è stato premiato anche per la sua trasparenza, evidente dalle certificazioni relative ai materiali e al processo, nonché dalla chiarezza della comunicazione;
  • la vaschetta per formaggio molle di Taghleef Industries in collaborazione con Lineapack, creata con materiale riciclato, che assicura anche una barriera a vari agenti esogeni;
  • l’Eticpack di Unifarco e Unired, che rappresenta un modello di economia circolare per il mondo della cosmesi, prevedendo la produzione di flaconi e vasetti con un polimero post-consumo, ottenuto da poliaccoppiati provenienti da riciclo;
  • il San Cassiano Gala di Togni, un progetto di acqua in vetro che porta in sé i valori della sostenibilità, valorizzazione e salvaguardia del territorio. Ad essere premiato anche il design della bottiglia, che ricorda una goccia d’acqua, per la sua “contemporaneità”;
  • la Linea Pronature di Henkel, utilizzata per prodotti per la casa, è costituita interamente da plastica riciclata. Inoltre, con questa linea Henkel contribuisce a raccogliere rifiuti di plastica dispersi nell’ambiente, migliorando le condizioni economiche delle popolazioni svantaggiate.

 


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