mercoledì 25 Feb, 2026

Oltre la fiera: a ISE si progetta il futuro

Integrated Systems Europe 2026: viaggio nel cuore della vetrina internazionale di Barcellona dove l’innovazione digitale diventa realtà

Arrivare alla 23a edizione di Integrated Systems Europe (ISE) significa entrare in un mondo che somiglia più a una città che a una fiera. Un titolo – Push Beyond – che lascia immaginare ciò che si troverà nei padiglioni ricchi di tecnologie immersive e schermi che guidano lo sguardo come in un set cinematografico, lingue che si mescolano, idee che si accendono. È un percorso coinvolgente per scoprire come la tecnologia digitale e multimediale stia cambiando la comunicazione e la collaborazione nelle imprese, il rapporto con collaboratori e clienti e, parallelamente, il modo in cui viviamo gli spazi pubblici e privati ogni giorno.

Ed è proprio questa la chiave del messaggio dell’edizione di ISE 2026: non si parla più solo di tecnologie AV, ma ci si concentra sulla disponibilità di ecosistemi che entrano, talvolta in modo silenzioso ma estremamente penetrante nell’organizzazione quotidiana di aziende, scuole, ospedali, hotel, spazi pubblici. Sistemi che si integrano fra loro con una maturità crescente, anche grazie alle funzionalità aggiunte dall’Intelligenza Artificiale, in grado di ridisegnare anche le competenze di chi lavora al design e ai progetti. Oggi il ruolo di Solution Architect è, infatti, sempre più importante come regia, traduzione delle necessità e delle richieste delle aziende e degli utenti nella progettazione di spazi interattivi capaci di rispondere e adattarsi agli occupanti.

ISE 2026 in numeri e non solo

I numeri raccontano soltanto una parte della storia e del successo di questa nuova edizione: 1.740 espositori, + 10% di visitatori da 168 Paesi, oltre 100.000 metri quadrati di innovazione pura, aggiungendo l’incremento dell’8% di visitatori rispetto al 2025, con un numero di presenti unici di 120.914 unità e oltre 212.000 visite nell’arco dei quattro giorni. Camminando tra gli stand dei diversi padiglioni dedicati ai sistemi di collaboration, digital communication e digital signage, educational e formazione, oltre che alla cybersecurity e allo smart building si percepisce il valore del contenuto di questo evento. Ogni installazione è una risposta concreta a un’esigenza reale del mondo business e ogni area mostra un frammento del modo in cui lavoreremo nei prossimi anni.

La qualità espositiva è sorprendente. Gli stand offrono non solo racconti ed esperienze, ma soprattutto approfondimento e aggiornamento sulle tecnologie. Sono, infatti, visitabili stand progettati come uffici, hotel, sale riunioni, negozi, aule didattiche, per sperimentare dal vivo la tecnologia stand dopo stand, fino all’area Spark, dedicata da ISE alla creatività digitale, ad artisti e content designer che mostrano come l’audiovisivo stia diventando un linguaggio espressivo per brand, musei, corporate storytelling. Un linguaggio che non è più accessorio, ma parte strutturale dell’identità di un’impresa.

Integrazione ad ogni livello negli spazi di lavoro

La zona dedicata agli spazi di lavoro e alla collaboration è quella che accoglie i visitatori in questo percorso, ma è anche quella in cui forse maggiori sono le novità per dare vita ad un trend che molti manager stanno intuendo sempre più con forza: gli spazi devono smettere di essere solo contenitori, per diventare piattaforme intelligenti. Le tecnologie AV, l’integrazione IT, l’intelligenza artificiale e la cybersecurity non sono più mondi separati, ma parti di una progettazione integrata in cui far circolare le informazioni e prendere decisioni più consapevoli. 

Dalle sale riunioni intelligenti ai modelli as-a-service

Abbattere i silos organizzativi per creare un digital thread che supporti lo sviluppo di prodotti e servizi non è solo una questione di processo: deve tradursi anche in un’infrastruttura IT che arricchisca gli spazi di lavoro, faciliti la collaborazione e stimoli la creatività. Si vedono così nei vari stand tecnologie all’opera, grazie alle quali le sale riunioni reagiscono alla presenza delle persone regolando luce, temperatura, microfoni e videocamere. Gli strumenti di collaborazione riconoscono chi sta parlando, seguono i movimenti, alleggeriscono l’impegno cognitivo degli utenti a favore di un coinvolgimento più profondo. I sensori tracciano l’uso effettivo degli spazi, aiutano le aziende a capire come ottimizzare ambienti, costi e consumi.

Perfino le tecnologie di rete, un tempo invisibili, diventano protagoniste: video che viaggiano su protocollo NDI (Network Device Interface), per la trasmissione in alta qualità a bassa latenza e audio condivisi su protocollo Dante via rete Ethernet standard, eliminando la necessità di inestetici cavi HDMI/SDI e valorizzando la cybersecurity integrata nell’architettura stessa della sala.

E qui nasce una consapevolezza importante per qualsiasi imprenditore: la tecnologia non è più qualcosa che si compra, ma è quell’asset strategico che abilita la collaborazione, si integra, si aggiorna e spesso si gestisce e governa come servizio. Molti stand, infatti, non parlano più solo di prodotti ma di modelli “as-a-service”: meeting room as a service, digital building as a service, managed operation center. La logica del “compro una tecnologia” è superata; domina quella del “costruisco un ecosistema” gestito anche in outsourcing con tutti i livelli di sicurezza necessari.

L’AI permea ogni cosa

Camminando tra gli stand, l’AI non appare come promessa futuristica o come hype, ma come presenza costante, ormai connaturata. È integrata nei sistemi di videoconferenza, nei processi di automazione degli edifici, negli strumenti di produzione, nelle interfacce per l’uso da parte degli utenti.

Durante la ricca sessione di eventi formativi organizzata durante ISE, la keynote di Sol Rashidi, pioniera dell’intelligenza artificiale, ha fatto chiarezza su un tema spesso vittima di esagerazioni e semplificazioni. Ha mostrato come l’AI stia diventando davvero il motore silenzioso che governa flussi, ottimizza percorsi, anticipa bisogni. Non si limita a riconoscere un volto: interpreta contesti, prevede azioni, facilita la vita delle persone. E soprattutto – questo è il punto cruciale per il business – richiede governance, metodo, responsabilità. L’intelligenza artificiale non è più solo una soluzione per rendere efficienti e veloci le operazioni routinarie: deve essere integrata in modo consapevole nel core business aziendale, come condizione abilitante per nuovi sviluppi in termini di efficienza, innovazione e creatività.

La grande rivoluzione del Digital Signage

L’area che più di altre ha riservato grandi novità e “effetti wow” è stata quella dedicata al Digital Signage, sempre meno totem touch screen e sempre più piattaforma pensata per connettere persone, dati e spazi. Il digital signage di nuova generazione non si limita, infatti, a mostrare contenuti ma dialoga e coinvolge. I messaggi cambiano in base al luogo, all’ora, al pubblico, agli obiettivi aziendali e non si configura più come sola tecnologia per il retail o gli spazi pubblici. Oggi gli schermi diventano soluzioni corporate, punti di contatto tra reparti, sedi e funzioni, Rappresentano lo “scheletro comunicativo” delle aziende moderne, capace di unire funzioni HR, comunicazione interna, marketing, facility management.

Come ha sottolineato Christian Pieretto, Presidente dell’associazione SIEC – che rappresenta aziende, professionisti, system integrator, distributori e produttori attivi nel mercato AV italiano, «Il Digital Signage vive oggi una nuova stagione fatta di dati, contenuti interattivi, percorsi personalizzati e integrazione profonda con i sistemi aziendali. In fiera, questo si percepisce chiaramente: ogni schermo racconta una storia diversa, ma tutti convergono in un’unica intuizione. Non è più un display, è un ambiente narrativo».

Cybersecurity: siamo sicuri che sia in agenda per tutti?

Una novità dell’edizione 2026 di ISE è stato lo spazio e il summit dedicati al tema della sicurezza informatica e della sicurezza fisica. Non si è parlato semplicemente di antivirus o di linee guida generiche, ma di quelle fragilità reali delle infrastrutture digitali che sempre più aziende oggi sentono di dover rendere più robuste.

Infrastrutture AV critiche, direttiva NIS2 e responsabilità estesa

Il Cybersecurity Summit ha, infatti, portato a far emergere un dubbio che attraversa tutto il settore: siamo davvero pronti a realizzare ecosistemi di rete sicuri? Abbiamo compreso fino in fondo che un sistema AV compromesso può fermare un edificio, bloccare una produzione, esporre dati sensibili? Le tecnologie AV di oggi sono parte delle infrastrutture critiche tanto quanto i sistemi IT tradizionali. Per questo direttive come NIS2 – che estendono la responsabilità a tutta la filiera – sono destinate a cambiare il modo in cui le aziende affrontano la sicurezza a partire anche dagli strumenti di collaboration e produttività. La sensazione, camminando tra gli stand, purtroppo però è ancora incerta: molti innovano, pochi proteggono e questo è testimoniato anche dal fatto che il summit sulla cybersecurity è stato forse uno dei meno seguiti dal pubblico nell’ampio panel di convegni e incontri. 

Al termine della visita, i partecipanti – anche quelli intervistati direttamente – hanno per lo più la sensazione che ISE non sia più solo una fiera tecnologica, ma un’anticipazione di come funzioneranno, in futuro, le imprese, i centri di formazione, l’hospitality, il retail e l’intrattenimento culturale. Ed è proprio per questo che, anche per chi non si occupa direttamente di AV,  ISE rimane un appuntamento imprescindibile. Perché non racconta il futuro: lo mette in scena, lo rende tangibile, lo fa vivere prima che arrivi.

ISE 2027 e l’espansione della Fira Barcelona Gran Via

L’appuntamento per il 2027 è già stato fissato dal 2 febbraio, sempre a Barcellona, con una promessa anticipata da Mike Blackman, Managing Director di ISE: «La costruzione dei nuovi padiglioni della fiera di Barcellona Gran Via è l’elemento fondamentale per il futuro di ISE stessa. Hall Zero dal 2028 consentirà infatti, l’espansione degli espositori e l’ingresso di nuove aziende che attendono uno spazio espositivo adeguato». Il 2027 promette un’edizione ancora più grande, più ricca, più capace di spingersi oltre. 

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