24/11/2021

 

Innovarsi ad ogni passo

 

Tecnologia & Innovazione

 

La storia del Calzaturificio Maruska.

 

Le aziende a conduzione familiare rappresentano un elemento fondamentale del tessuto economico italiano e molte di esse sono riuscite a posizionarsi sui mercati internazionali facendo leva sulla capacità di coniugare managerialità, qualità e innovazione.

Questa rubrica ci guida alla scoperta di alcune eccellenze del nostro tessuto economico andando a raccontare in che modo queste realtà hanno affrontato le sfide del mercato valorizzando la propria capacità di innovare e rinnovarsi.

All’interno di questo viaggio alla scoperta delle imprese familiari più innovative d’Italia, abbiamo
incontrato Fabrizio Tempesti di Calzaturificio Maruska.

 

La trasformazione e la lavorazione della pelle rappresentano storicamente un settore fondamentale dell’economia Toscana. Già ai tempi del Granducato si contavano circa 20 cittadine attive nella sua produzione, e oggi il “sistema pelle” si estende sulle province di Firenze, Pisa, Pistoia e Arezzo. Comprendendo più di 22 mila imprese e 100 mila operatori specializzati, è un tessuto imprenditoriale che vede collaborare artigiani, terzisti e grife di moda, spesso
accumunati dall’alta qualità dei prodotti.

Il Calzaturifcio Maruska s.r.l., un’azienda di Santa Maria a Monte (Pi) specializzata nella produzione di scarpe femminili di lusso, si inserisce in questa tradizione. Negli ultimi anni ha conosciuto una crescita costante diventando una delle prime imprese 4.0, riuscendo ad esaltare il “saper fare” dei propri artigiani grazie a una fabbrica intelligente dotata di sistemi ICT, di sistemi produttivi robotizzati e di strumenti e-commerce
evoluti che l’hanno resa un punto di riferimento per il settore.

Nemmeno la pandemia ha fermato il suo sviluppo rivelandosi invece uno spunto per realizzare un nuovo ambizioso progetto.

 

Fabrizio, ci racconti brevemente come è
nata la tua azienda.

Maruska è nata negli anni 60 grazie a mio padre Giovanni, che ha iniziato a produrre piccole collezioni per
clienti americani e europei. Io faccio parte della seconda generazione e, insieme a mio fratello Claudio, porto oggi avanti l’azienda. Nel corso degli anni siamo cresciuti a livello d’estensione, siamo oggi un’azienda di più di 3000 metri quadri, ci siamo evoluti a livello di
personale, contando circa 50 addetti, ma soprattutto siamo cresciuti dal punto di vista qualitativo, lavorando oggi con brand, soprattutto internazionali, di livello molto alto.

 

 

Quanto ha inciso l’innovazione in questo processo di crescita?

Per la nostra azienda innovarsi equivale a crescere, per questo abbiamo portato avanti diversi progetti di ricerca e sviluppo che ci hanno permesso di essere un passo avanti rispetto a tanti nostri competitor, di poter chiamare i brand a vedere che cosa abbiamo realizzato, di incuriosirli con dei sistemi che non esistevano e quindi di acquisire molti nuovi clienti che ci hanno permesso di superare senza troppe difficoltà il periodo di crisi che stiamo vivendo. Sono stati progetti che sono durati diversi anni, ma che hanno portato risultati veramente importanti.

Ad esempio?

Abbiamo sviluppato un sistema di monitoraggio che è il fiore all’occhiello dell’azienda. Nato dal progetto Smart Shoes, volto a traghettare le imprese calzaturiere verso un’Industria 4.0, ci ha permesso di riorganizzare l’intera produzione tramite un software gestionale sviluppato in modo da poter controllare ogni step di questo processo. Così è possibile monitorare in tempo reale ogni passaggio, dalla progettazione, alla ricezione delle materie prime, all’organizzazione della produzione, fino al sistema di e-commerce, in modo da ottimizzare tempi e costi di produzione, rendendo l’azienda flessibile alle fluttuazioni del mercato.

 

Non siete comunque soli in questo percorso verso l’innovazione.

Smart Shoes è il terzo progetto su quattro svolto insieme alla Regione Toscana e questa collaborazione, oltre a quella fondamentale con i Laboratori Archa, che ci hanno supportato lungo questo percorso, ci hanno permesso di essere attrattivi verso i clienti e di essere punto di riferimento per le altre aziende del settore.

È questa la ricetta per affrontare la pandemia?

Non c’è nessuna ricetta miracolosa, ma certamente una produzione all’avanguardia fa la diferenza. Abbiamo voluto vedere la pandemia come una sfida, così, dopo il primo lockdown, abbiamo deciso di lanciare una linea nostra. Una linea che ci rappresenta, un prodotto che guarda all’ecosostenibilità esaltando l’artigianalità che ci contraddistingue, insieme a un e-commerce che nasce da anni di innovazione e di ricerca.

 


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